Archivio mensile:aprile 2007

Intervallo

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Villa Suocerina e il polically correct

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Quando finalmente avevo ceduto, decidendomi a godere di un reality che fa tanto provincia, La Sposa Perfetta, un programma al di fuori degli schemi e dai personaggi alla Lele Mora per intenderci, a che cosa mi capita di assistere?

Piccolo sunto per i non vedenti: una ragazza 21enne, che si vuole in cerca di marito, decide di partecipare ad un reality insieme ad una ventina di ochette, e va a stare in una casa da condividere con le mamme culone di cinque ragazzi, relegati in una dependance della villa set del programma.

La ragazza in questione trascorre un mese a sbaciucchiarsi e palpeggiarsi con il coglione di turno (il più cesso tra l’altro), che si vanta con gli altri concorrenti delle sue generose”pennellate”, ma ecco dopo cotanto ardire, quando la coppia sembra già affiatata, la povera fanciulla confessa di essere ragazza madre. A questo punto dicevo, quello a cui mi capita di assistere, insieme ad altri milioni di spettatori, è la solita sperticata sortie moralistica della conduttrice che in pieno delirio da orgoglio materno esplode con il coglione intimandolo a non farsi indietro perchè dietro una mamma si nasconde sempre of course una Sposa Perfetta. Oltre alla conduttrice (che voglio dire è una che ha messo al mondo i figli di Pino Insegno) il coro dei commentatori VIP è ipocritamente unanime, eccetto una meravigliosa Magli in versione Crudelia Demon (e poi dicono che i socialisti non erano una spanna sopra agli altri).

Ora io dico è già difficile far accettare ad un uomo, pur proprio leggittimo marito, di essere messo, per un certo periodo di tempo, in secondo piano dopo la nascita di un bambino, ma come si spera che un coglione di tal fatta possa non essere spaventato dall’idea di ritrovarsi con un marmocchio sul groppone?

Fuoritema televisivo: Ma che ci faceva Augias ieri sera ad Enigma con la benda di capitan uncino?

La risposta del Vate Aldo Grasso: Sottoscrivo tutto su La sposa perfetta ma non so darle una risposta su Augias. Comunque ormai, pur di apparire, vanno in tv con busti ortopedici, bende, gessi

Lavoro usurante

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Secondo il De Mauro con il termine usurante si intende far riferimento a quella tipologia di lavoro che logora, sfinisce. In questa categoria dunque, per lo Stato Italiano, secondo il decreto D.M. 19 maggio 1999, rientrebbero queste sottoindicate attività:
– lavori in galleria, cava o miniera:
– lavori in cassoni di aria compressa;
– lavori ad alte temperature:
– lavorazione del vetro cavo
– lavoro di asportazione dell’amianto
Adesso pare che il dibattito si stia riaprendo. Quel che resta della classe operaia dovrà, secondo molti, essere inserita nella lista dei lavori usuranti ai fini previdenziali e pensionistici. Non voglio certo aprire una guerra di poveri, anche perché ritengo più che degno di solidale rispetto l’operaio da catena di montaggio, ma vi chiedo siete sicuri che non si possa considerare usurante anche il lavoro “di concetto”? Quale benifici arriveranno per quelle mansioni in cui il “concetto” puo’, fuori dall’aspetto nominale, raramente essere rappresentato? Quale risarcimento per quel lavoro in cui è richiesta come prima e unica possibilità di sopravvivenza la sospensione del dubbio, del ragionamento? Quanti di voi si ritengono usurati o ritengono logorata la loro dignità nell’esercizio del lavoro, nell’alienazione quotidiana di quel principio fondante della formazione umanistica del cogito ergo sum? E per noi non ci saranno ripensamenti pensionistici?

Fuoritema sul lavoro: capisco l’attualità dell’argomento, che desta solo apparentemente, molto interesse da parte del Partito Democratico ma quando si parla di leadership e di nuove facce per la politica, si potrebbe usare il termine nuovi rappresentanti politici al posto di nuova classe dirigente?