La bolzanese

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Quando ero piccola c’era una donna bellissima che villeggiava nello stesso microcosmo marino dove io passavo le mie lunghe estati. Si diceva che il marito una notte, distrutto dai debiti, se la fosse giocata ad un tavolo di carte. Beh, non so perché, ne so raccontare come quella storia fosse arrivata alle mie orecchie e non saprei dire neanche quale significato avessi dato precisamente a quelle parole adulte e segrete, ricordo solo che quel pensiero aveva assunto una dimensione onirica assolutamente seducente. La guardavo sempre, anche di nascosto, mentre passava per il paese e la sua bellezza già radiosa diventava con quel torbido pensiero qualcosa di magico, straordinariamente affascinante. Ricordo anche che se pensai che se la storia era vera, quell’esperienza di certo non aveva scalfito in nulla la sua bellezza.

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Una risposta »

  1. Non c’è nessuno più adatto ad ospitare un racconto, una leggenda che un bambino. Sicuramente trasformerà, con la vivida fantasia che lo contraddistingue, quella storia in un mondo fantastico e pieno di intrecci e profumi. Beata la scanzonatezza di quei tempi!!!

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