Archivio mensile:giugno 2007

House organ

Standard

Anche io ho dato le mie preferenze nel sondaggio del giornale di Valter. Dunque le mie preferenze di temi sono:

1) Rilancio del seno nella fase di post-allattamento
2) Laicità del matrimonio
3) Sostegno a menti deboli, stanche e molto debilitate

Annunci

Egocentrica

Standard

“Sei una stronza. Sono due anni che vado in analisi a parlare di te”.
Ecco a dire il vero questo post si doveva chiamare Viviana, come la protagonista femmina di questa citazione, ma la tentazione è stata troppo forte, perché nessun’ altra, men che mai nessun altro maschio, mi ha fatto sentire così piena di me come Vivi, con questa frase con cui si è conclusa definitivamente la nostra amicizia.Viviana era e spero sia ancora una femmina bellissima, burrosa, leonina, bionda lentigginosa, insomma una di quelle veneri tizianesche purtroppo assolutamente demodé negli anni della mia giovinezza.
Ci siamo conosciute il primo anno di Università e frequentate per almeno un lustro, lei scegliendo la difficile strada della storica dell’arte io quella della qualunque purché inutilizzabile.

Dunque io Viviana più che amiche siamo state sorelle, di mutande e vestiti, di esami e vacanze, di cinema e feste, accomunate da una natura simbiotica che trovava la sua origine nel comune destino di figlie uniche. In particolare io la trovavo particolarmente interessante da un punto di vista sociologico la sua situazione familiare: Vivi era figlia di due ancor giovani genitori borghesi ex sessantottini. Per me che in quel periodo sfuggivo alla mia famiglia, quello di casa di Viviana era un rifugio più che attraente.

Ora prima di andare avanti devo fare una precisazione per mio marito che vale anche per il post precedente: non è che io sia una creatura particolarmente perversa ma si da il caso che ci sono stati anni in cui il giro delle mie amicizie si costruiva intorno ad una casta di eletti in cui un po’ tutti ci riconoscevamo come i più simpatici (chi più chi meno), i più belli (chi più chi molto meno), più intelligenti (chi molto di più e chi meno) e i più di sinistra (chi più chi meno). Per questa ragione molti degli accoppiamenti del gruppo funzionavano a mo di incesti, tradimenti e passate di mano.

Ora ditemi che colpa avevo io se in un’estate torrida in cui cazzeggiavo tra spettacoli e redazione mi è un po’ sfuggita la mano con l’ex di Viviana (è lo stesso tipo del post predente, così per precisare, non è che sono Mata Hari), dopo che lei tra l’altro si era raccomandata affinché vegliassi su di lui?Ecco dopo quel increscioso episodio che per quanto mi riguarda si è trasformato in un fidanzamentom durato tra un appiccico e un altro tre anni della mia vita, io e Viviana non ci siamo più viste, con buona pace del suo analista, dei genitori di Viviana e dei miei esami che per un po’ di anni si sono diradati.

Ora io dico, a tanti anni di distanza, cara Viviana ti ringrazio per tutta questa considerazione, ma spendere tutti quei soldi dall’analista per me, dico, ne sarà valsa la pena?

Duda

Standard

Riprendendo un concetto già formulato in risposta ad una lettrice, scrivo di femmine perché da un po’ di tempo mi piace pensare che una femmina sia più donna di una donna.Quindi visto che le premesse sono queste non posso che iniziare da Duda, una ragazza brasiliana, che ha fatto vacillare in me ogni fiducia di genere, fiducia che avevo costruito con duro sforzo nella prima fase della post-adolescenza.
Quando ho conosciuto Duda avevo più o meno 23 anni e il nostro incontro ha subito assunto il carattere di un’inculata perché Duda è arrivata a Napoli assieme al mio bastardo di turno del tempo, Francesco, dopo una breve vacanza londinese. In realtà anche io in quell’estate non ero rimasta con le mani in mano e mi ero fidanzata di tutto punto con il miglior amico del bastardo di modo che la convivenza, dall’autunno in poi, si presentava automaticamente forzata per tutti e quattro.
Ora siccome tra le altre cose penso di essere affetta da una strana forma di fascinazione per il nemico, quella che doveva essere una mia avversaria si è presto trasformata in un intoccabile mito. Magari la cosa, scritta così, sembra strana, ma mettetevi nei miei panni: quando ho conosciuto Duda, ossuta, alta, longilinea, olivastra dai tratti leggermente indio, la prima impressione che ho avuto, dopo aver detto “cazzo ma è una modella” è stata quella di riflettere sul fatto di aver incontrato la prima donna con la ‘uallera, cioè una persona talmente rilassata da non poter costituire di fatto nulla di paragonabile ad una patologica ed agitata nevrotica quale mi fregio ancora oggi di essere. Duda era ed è una femmina che pur compensata dal cervello pensa con il corpo, vive di pacate esensuali malinconie di saudage, racconta di letterature e poeti sudamericani e gioca con delicata armonia sulle cose del sesso.

Come, dico, come non si fa a rimanere incantate da sì grande grazia? E infatti io e Duda siamo diventate amiche, complici ossimori dell’essere donna, e per molti anni e alcuni uomini non ci siamo mai lasciate e mai dimenticate.

Adesso sono passati alcuni anni dall’ultimo incontro, ma io so che se dovesse capitarmi ancora di perdere la bussola posso sempre citofonare alla sua ultima residenza senese e lasciarmi rilassare dai suoi sorrisi.