Archivio mensile:aprile 2008

Anticipazioni del primo maggio

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Siamo agli ultimi preparativi, presto sarà il 1 maggio e già ho deciso come festeggiarlo. La ricorrenza del lavoro acquista più senso quando la sinistra è in minoranza, chissà come mai, o forse sì, lo so, è così perché se la sinistra è al governo si finge di non vedere quello che si dovrebbe fare e non si fa, quello che si dovrebbe essere e non si è, e allora quando arrivano date come questa mettiamo la testa sotto la sabbia, magari pensiamo al concerto, sì il concerto che almeno una volta nella vita ognuno è partito dal paesello per andarselo a vedere e quasi ci vergogniamo, cerchiamo di pensare che questo è il mondo migliore, l’unico possibile. Questo invece è un 1 maggio diverso. E’ un primo maggio di opposizione e per quanto mi riguarda è il primo 1 maggio da separata. Cosa dicevo, ah sì cosa faccio, quest’anno è di brace. Brace non barbecue, brace perché barbecue è una parola che mi fa venir voglia di diventare vegetariana. Il mio 1 maggio quest’anno è di brace tra le donne: ci sono io con Sofia, c’è la mia amica B. che si è già lasciata col dentista (ma guarda un po’ chi l’avrebbe mai detto che si sarebbe dato, che non era poi così separato eccetera eccetera) con il figlio, c’è mia cugina che il figlio lo vuole ma deve sottoporsi alla fecondazione assistita ma lavora troppo e non trova il tempo per prendersi cura di lei, che il fidanzato non ce la fa a vivere a Roma e per questo se ne torna appena può in Liguria e allora lei gli mantiene la casa, c’è un’altra ragazza con due figli e il compagno che assieme a lei si è guadagnato una casa, un lavoro e un figlio già sfornato, c’è la babysitter filippina di Sofia che è la moglie del fratello di B, una ragazza delicatissima, di quelle orientali che sono il sogno di ogni uomo spaventato dall’isterica emancipazione femminile occidentale, Danieka, una vera benedizione per Sofia che respira un po’ di tranquillità in mezzo ad una famiglia di scomposti urlatori.

Il 1 maggio quest’anno è donna dunque perché donna sarà mia figlia, perché sono le donne che hanno ancora molto da conquistare sul lavoro, perché tutte le donne che conosco si fanno il mazzo molto più degli uomini, e anche quelle che non se lo fanno alla fine la loro nullafacenza la pagano a prezzi molto alti. Buona festa allora a tutte, alle casalinghe ormai privilegiate, alle commesse, alle impiegate e a quelle in carriera, alle commercianti e a quelle che sanno fare i conti (la maggior parte), alle donne che senza uomini non ce la fanno e a quelle che non voglio mai più un uomo vicino, alle singles che in Italia sono molto più city che sex, alle eterne fidanzate, alle spose felici e alle mogli che se ne vanno, perché alla fine sono sempre le donne che restano anche quando sono loro ad andarsene, a tutte quelle ragazze che donne lo dovranno diventare presto perché di questi tempi le donne sono più mature degli uomini, e a tutte le nonne, ah le nonne, per carità, se non ci fossero le nonne.

A chi un figlio lo vuole ma non può permetterselo.

Una giornata particolare

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Diciamo che da oggi comincerò a stare così e a prolungare questo momento il più a lungo possibile, almeno fino a che qualcosa di importante non mi faccia cambiare idea, non mi dia un po’ della fiducia che ho perso. Diciamo che questo oggi durerà un po’, tra le idee che non capisco, tra le scelte che non condivido. Così come sospesa in una città estranea, in un passato pieno di errori, di slanci mancati, in quel che si poteva fare e non si è fatto. Così perché sono minoranza nella minoranza, perché sono solitudine nella solitudine, perché mi incuriosiscono solo gli incontri nelle terrazze vuote in cui stenderò i miei panni ripuliti.

D’Alema

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Sono sicura che in tutta questa débacle ci sarà un uomo solo ad incassare a sinistra.
E questa è l’unica costante in tanti anni di contraddizioni, di errori, di ripensamenti.
Un uomo solo: Massimo D’Alema.