Archivio mensile:maggio 2008

Serendipità

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Potrei parlare di tante cose, tipo il mio ultimo trasloco, che ormai mi sono convinta che l‘esistenza, per me, è quello che si compie tra un trasloco e un altro. Ma ho imparato che ogni inizio e ogni fine hanno un peso specifico, materiale, e questo lo sappiamo bene sia io che i traslocatori. Potrei – dicevo- ma non ho voglia. Think positive. E allora ho deciso di raccontarvi un pò di serendipità, ottima alternativa per chi, ottimista per vocazione, ha un’ostinata passione per la vita ma non crede in dio, al destino e neanche alla fortuna. Chi, come me, cerca di vivere come in un viaggio- anche se dal bagaglio ormai pesante- vale a dire, chi ha imparato bene la lezione: che non è tanto importante dove si è diretti ma cosa succede durante il tragitto. Insomma: la trama del racconto. Così vi racconto la mia Garbanight di venerdì: in cui mi è capitato di incontrare una vecchia amica che non avrei mai avuto il coraggio di richiamare ma che avevo una voglia pazza di rivedere, in cui ho visto uno spettacolo teatrale il cui protagonista era un petello che sfidava la legge di gravità, in cui la sera è continuata in un cortile in un picnic improvvisato, in cui mi sono persa in una strada senza paura, ritrovandomi da straniera ad una festa con sconosciuti che dopo un allegro bicchiere mi hanno riaccompagnato alla macchina. Ecco la serendipità.

Post scriptum

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Conosco bene l’anima nera della città in cui abito. Per anima nera non intendo fascista, sia chiaro, ma quella pancia di violenza, ignoranza, disprezzo che, sotto cumuli di media borghesia burocratica/ministeriale, porta con se ogni grande realtà metropolitana. Ed è per questo che avevo detto che Alemanno per Roma non andava bene, non per la persona in , che per ora non mi pare abbia tolto o aggiunto niente alla normale amministrazione della panciuta capitale. Per il valore simbolico della carica che ero sicura avrebbe scatenato i più beoti elementi della violenza urbana.