Archivio mensile:luglio 2008

Daniela

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Che poi cosa sia l’amicizia è una cosa difficile da spiegare.
Io ieri ho pensato che fosse quella cosa che avevamo dentro io e Daniela.
Stare a chiacchierare senza che nessuna delle due avesse minimamente preso in considerazione il fatto che erano passati quattro anni dall’ultima sera che avevamo passato così.

Sotto casa:
Laura: Dani, sono cambiata?
Dani: no, la’ si taleequale. Stessa tosse di quando ti ho lasciata.

Mai niente per se

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Da mio padre mi è toccato ereditare anche questo, quest’innata generosità, questa propensione buffona e presuntuosa alla condivisione della bellezza. Che se una cosa mi piace, ma mi piace davvero, non riesco a tenermela per me, devo sempre condividerla con gli amici. Per questo cazzo di vizio Scario è diventato un paese di merda. Che nel ’72 quando per la prima volta i miei ci arrivarono non c’era quasi nessuno (eccetto Iannuzzi e qualche sparuto straniero reduce dai movimenti hippies), praticamente un paradiso incontaminato e invece mio padre via si comprò subito casa e un un gozzo gigante (otto metri credo che allora mi sembravano le dimensioni perfette di uno yacht) in cui sbattere frotte di amici e parenti, in una sorta di gita turistica quotidiana. Col tempo gli amici si sono rivelati non tanto amici, i parenti vabbé sui parenti Monicelli ci ha fatto anche un film ed è inutile che io stia qui a raccontare.

Resta il fatto che tutta questa bella gente si è portata dietro altra gente e oggi Scario fa schifo e le responsabilità sono quasi tutte da attribuire a quel pazzo fottuto di mio padre.

Tutto questo solo per dire che la prossima settimana, se continuo così, all’isola tiberina non troverò neanche un angolo i cui stendermi. Però Dani dimmi la verità ti è piaciuto ieri sera il posto dove ti ho portata?

Donne e blog

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Di questo articolo di Reppublica.it che segue un altro articolo di scarso interesse- almeno secondo me- di Niola, mi interesserebbe capire alcune cose. Che io so perché scrivo qui ed è una cosa che sento come necessaria, anche perché in quanto donna vivo come tante- non tutte, non le più sveglie- in una situazione in cui non mi è pienamente consentito esprimermi, sia nel lavoro che nel contesto familiare e sociale. E scrivere in un blog rende tutto più semplice e veloce e i messaggi o la condivisione di interessi più diretta rispetto ad altri contesti. Questo succede anche quando scrivo cose stupide (cioè spessissimo), anzi direi soprattutto quando scrivo cose stupide. Ma ecco mi chiedevo perché allora qui in Italia dove mi sembra più forte questa esigenza di libertà di espressione per le donne i blog femmina sono numericamente ancora così irrilevanti rispetto a quelli americani?

p.s. che i blog che parlano di blog non mi piacciono, ma quando ci vuole ci vuole.