Archivio mensile:aprile 2009

Semplicemente

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Oggi è uno di quei giorni in cui mi viene voglia di pensare solo ad ulivi, odore di salsedine e piedi scalzi.

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La corpuscolarità del crepuscolo

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Cominciava una frase-Sto…-ma quando veniva colto di sorpresa ogni frase diventava un’avventura nella foresta; non appena perdeva di vista la luce della radura da cui era entrato, si accorgeva che le briciole che aveva seminato per orientarsi erano state mangiate dagli uccelli, esseri che sfrecciavano silenziosi nelle tenebre e che lui non poteva vedere ma che si accalcavano così numerosi da sembrare tenebra loro stessi, come se l’oscurità non fosse uniforme, non fosse assenza di luce ma cosa brulicante e crepuscolare, e in effetti quando da studente aveva incontrato la parola “crepuscolare” nel McKay‘s Treasury of English Verse, ne aveva fuso il significato con i corpuscoli della biologia, e così per tutta la vita aveva continuato a vedere nel crepuscolo una corpuscolarità, come la grana della pellicola più sensibile che si usa per fotografare quando la luce è scarsa, come una specie di sinistra decadenza; e da qui era nato il panico di un uomo abbandonato nel folto della foresta, la cui oscurità era quella degli storni che cancellavano il tramonto o delle formiche nere che assalivano il cadavere di opossum, un’oscurità che non solo esisteva ma che consumava con risolutezza i punti riferimento che lui aveva saggiamente fissato per non perdersi; ma nell’istante in cui capiva di essersi smarrito, il tempo diventava strordinariamente lento, e Alfred scopriva eternità inimmaginabili nello spazio fra una parola e l’altra, o piuttosto rimaneva intrappolato in quello spazio fra le parole e restava a guardare il tempo che correva senza di lui, e la sua parte fanciullesca e spensierata si allontanava brancolando nella foresta mentre l’Al adulto, intrappolato, si chiedeva con un’ansia stranamente distaccata se il ragazzino impaurito, che si era perduto e non sapeva più com’era entrato nella foresta di quella frase, sarebbe giunto alla radura dove Enid lo stava aspettando, ignara della foresta”.

Questo libro mi spezzerà- lo so già.

Le Correzioni
Jonathan Franzen