Archivio mensile:luglio 2009

Sommelier delle fontanelle

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Non sono una grande intenditrice di acque. Anzi provo un certo imbarazzo rispetto all’eccessivo manierismo dei puristi dell’acqua, quelli che magari prima di offritene un bicchiere ti devono spiegare che acqua stai per bere, di quale fonte, ecc…ecc…Trovo poi ridicolo il ricorso alla carta delle acque, ma va bene, cercherò di non esser eccessivamente limitata e dirò solo che ritengo che semplice o gasata (leggermente o molto frizzante lo considero già un di più) siano informazioni più che sufficienti per la mia tavola.

Però c’è una cosa che mi piace moltissimo, mi piaceva anche da bambina: bere dalle fontanelle. Credo sia un vizio ereditato da mio padre che ogni volta che viaggiavamo in macchina era solito fermarsi in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento per assaggiare l’acqua di qualsiasi abbeveratoio o fontana sulle strade provinciali. La stessa cosa la si faceva in città. La stessa cosa la faccio ancora io, al riparo dalle speculazioni delle bottiglielle degli ambulanti. Mi fermo, mi eccito e spesso, anche senza sete, mi chino a bere alle fontane pubbliche.

Ecco tutto questo per dirvi che oggi ho trovato una mappa speciale, una mappa divertente per chi vuole andare per fontane nella liquida Capitale.

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Un saluto dal bar dei lavoratori

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Sono andata a salutare tutti nel mio bar preferito, il bar dei lavoratori di Decima.
Lo chiamo il bar dei lavoratori perché negli ultimi anni, a causa dei lavori per quel mostro orripilante di Euroma2, la zona di Decima si è riempita di operai edili. Mi piace molto fare colazione in quel bar perché in quel bar la vita inizia presto, molto presto, perché il lavoro di cantiere ha il tempo antico della vita di una volta. Comunque questa era solo una premessa per dire che il proprietario del bar, personaggio di rara delicatezza, con cui non ho mai scambiato nessuna confidenza che non riguardasse l’ordine del giorno dei miei impegni, oggi mi ha salutato dicendomi buone vacanze, mi raccomando Laura divertiti, tira fuori tutto, non reprimerti.

Pensavo, ecco, se poi anche il proprietario di un bar si è accorto che sono diventata un’ incallita zitella e allora è veramente ora che faccia qualcosa.