Una favola narrata da un idiota, piena di strepito e furia e senza significato alcuno

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Sono alleniana perché sono cresciuta con i film di Woody Allen, perché ho sempre pensato che con grazia ed ironia si potessero affrontare i nodi filosoficamente più intricati  dell’esistenza, perché l’incipit di Manhattan è una delle cose per cui vale la pena vivere, perché Rhapsody in Blue, perché io e Annie e l’amore che non dovrebbe mai finire, perché il mio sogno americano è quello e non la nuova frontiera, perché il sesso ha delle declinazioni comiche senza volgarità, perché Allen è un nevrotico ansioso di quelli che mi fanno sentire di non esser sola al mondo.

Detto questo confesso: Basta che funzioni è stato il film, il mio film del 2009. Se non capite perché andatevi a rivedere il monologo iniziale. Poi martedì scorso sono tornata a cinema e mi sono chiesta cos’è successo a Woody Allen, perché in un anno tutto si è fatto così amaro. Ecco, se dovessi raccontarvi cosa mi ha colpito di Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, probabilmente vi direi che Allen ha cominciato ad odiare i suoi personaggi, le sue gallerie di ritratti : la donna intelligente ma irrisolta, il vecchio Peter Pan, l’intellettuale velleitario, la zoccola svampita, la famiglia in senso generale. E’ che tutti questi personaggi  sono diventati tremendamente mostruosi,  fantasmi di un mondo interiore svelato nella sua crudeltà e nel suo egoismo.

 Ops, pure io credo di essere vissuta in Francia in un’altra vita, ma molto altra.

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