Archivio mensile:maggio 2011

Patrimonio

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Patrimonio era l’unico libro di Philip Roth che non avessi ancora letto. Per le prime ottantuno pagine mi sono chiesta di cosa si trattasse. Certo, c’erano tutti i temi dello scrittore americano: la morte, la malattia, la maturità, la vecchiaia, il milieu di Newark, la famiglia e soprattutto il ritratto intenso e commovente del padre, una sorta di icona generazionale, riconoscibile eppure originale nei pensieri e nei comportamenti, un silenzioso eroe di un’epopea moderna che nella prossima generazione dubito esisterà più. Però mi mancava il nodo, il tema, il movente narrativo che infatti arriva dopo una lunga introduzione ed è, come lascia già intendere il titolo del libro, il patrimonio (ho detto patri-monio non matri-monio)inteso come complicata ed irrisolta possibilità di eredità ed ereditarietà familiare.

Ci sono delle ragioni profonde per cui sento una sintonia speciale con il mondo interiore di Roth e forse non ho nemmeno una così profonda capacità di autoanalisi per affronare il discorso in forma indiretta.

Ma questo mi era capitato più di una volta nel corso della mia vita: mi ero rifiutato di permettere che le convenzioni determinassero la mia condotta solo per imparare, dopo che me n’ero andato per la mia strada, che i miei sentimenti di base erano a volte più convenzionali del mio inflessibile imperativo morale

Alive

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Dormito poco. Anzi praticamente nulla. Però ho imparato una danza israeliana e la pizzica (che ormai è fuori moda, si spera). Infine ho scoperto che a villa Pamphili in questo periodo si organizzano feste per bambini très chic.

Questo per dire che se riduco a poche righe  il diario del blog, è perché penso che sia arrivato il momento di campare un po’ di più. In tutti in luoghi e in tutti i laghi

Previsioni del we

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Che cesso!

Allora,  finita, quasi, la settimana del risparmio oggi mi tocca andare di corsa al supermercato. Innanzitutto devo comprare degli spazzolini nuovi, shampoo che sta finendo e crema di balsamo che stanotte arriva mia marita. Poi l’olio, porca puttana, quanto ho esagerato con l’olio a crudo questa settimana (le suggestioni della stitica, il potere taumaturgico dell’olio, beh, insomma, si capisce). Poi la spesa per Sofia che domani torna a Roma dopo la settimana c-r-i-etina.  Ho saputo che è stata lei a chiedere, senza tante inibizioni, al padre di restare lì fino a sabato, di accompagnarla a Roma direttamente nel giorno del brevetto di nuoto. La sua forza di carattere mi piace, almeno quanto la sua autonomia dalla mamma, sono orgogliosa di lei. Nello specifico la spesa di Sofia significa latte (che io non bevo quasi mai), patatine, biscotti al cioccolato, fragolefragolefragole e qualche ciliegia e i gelatini quelli da freezer.   

Per il resto vorrei andare al mare, potete immaginarlo, ma questo we la vedo dura. Il caldo mi spaventa e mi opprime, sono molto nervosa, forse passo in libreria, che i libri, a volte, sono terapia di autostima, placebo dell’anima.

A tutti voi buon we.

Anche l’acqua, stavo dimenticando