Archivio mensile:agosto 2011

Con l’ assennatezza del poi

Standard

Ora, pensavo, ci sono tanti modi per vivere l’esperienza del possesso. E indubbiamente le forme attraverso le quali questo si manifesta mi incuriosiscono da pazzi.  Passerei ore e ore, giorni e giorni ,e forse non bastano, fino ad oggi non sono bastati,ad osservare, ascoltare  e a leggere tra le righe delle storie di ogni dichiarante, di ogni insetto umano che provvede alla propria e altrui impollinazione.

Però, dopo aver accumulato diverse delusioni, credo di aver capito una cosa persino troppo semplice: non c’è dubbio che il possesso c’entri con l’amore. E il fatto che io non l’abbia accettato in quanto posseduta, in termini borghesi, attraverso il matrimonio, non significa che io non debba, di fatto, puntare a possedere. Contraddizione affascinante, certo, che manca assolutamente di logica, ma che, come direbbe un mio amico, alla fine, in amore funziona.

Il resto è roba da femminucce

Oh,  poi potrei restare anche zitella. Opzione alquanto facilmente praticabile dopo una certa, quella cosa che arrivi a cinquanta e poi dici ad una amica, tipo io con un uomo non avrei mai potuto vivere, e menti sapendo di mentire.

Non stupitevi della mia ingenuità. Se fosse un abecedario vi direi che in amore sono arrivata a stento alla lettera C