Archivio mensile:ottobre 2011

Tempo indeterminato

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Io ricordo perchè mi sono trasferita a Roma: lavoro.

Io ricordo perchè ho pensato che questo lavoro mi avrebbe cambiato la vita: perchè era un contratto a tempo indeterminato e con un contratto così mi sarei potuta emancipare dalla precarietà e dalla dipendenza economica dalla mia famiglia di allora.

Io ricordo perchè ho deciso di fare un figlio: perchè potevo permettermi di mantenerlo.

Questo ha significato per me il contratto a tempo indeterminato. Sono passati dieci anni. Nel periodo in cui il mercato è stato flessibile sono stata flessibile anche io, ho lasciato un lavoro per un altro e poi un altro ancora. Ma il lavoro, un lavoro non precario- vorrei sottolinearlo- per me è stata una forma di emancipazione non paragonabile a nessun’altra esperienza.

Di frigoriferi, di salotti e di Renzi che me pare un Adinolfi che non ha sbracato

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Innanzitutto il frigorifero di Renzi- Matteo sai quanto cazzo costa uno smeg?- e poi di case, io mi sono trovata cento volte meglio nel salotto di Fazio di quanto mi sarei trovata nella “cucina” della leopolda-ubalda-iolanda (fate attenzione che questo è un berlusconi in erba anche nel livello delle battute). Perchè per una volta Fabio Fazio era in vena di dibattere davvero, non era nella solita prona attitudine da intervistatore dei suoi miti (ricordate la battuta di Moretti?).

E comunque mi sembra ci sia solo comunicazione in questo simpatico ragazzo, ambizione e comunicazione, come quasi tutti i figliocci del biscione. Per il resto oggi ho visto Paolo Rossi. Confesso, mi sono emozionata, come non mi capita mai con gli attori bellocci che mi capita di incontare nella Capitale. Cosa dovevo fare? Non me la sono sentita, sono timida anche se non sembra, però forse dovevo ringraziarlo per tutte le risate regalate.