Il clochard

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La storia di Hanz Cassonetto mi ha colpito. Ne ho conosciuti tanti di barboni sulla scalinata di piazza di Spagna, e davvero le loro storie, tutte diverse, hanno tutte questo odore imbarazzante di libertà. Perché la libertà noi borghesi, a volte, la vorremmo profumata, tutt’ al più inodore e invece questa libertà di Hanz e di tanti come lui puzza di immondizia, di cassonetti, di miseria.

Ciao sfortunato Hanz, un saluto e una poesia

il sottoscritto è fortunato
il passaggio tra la coscienza e il niente sarà brevissimo
non è destinata a noi una lunga e spettacolare agonia
non sarà per noi l’insulto di essere a lungo vivi senza coscienza
i clinici più rinomati non appresteranno a noi lunghe strazianti agonie
la nostra miseria ci salva
dall’insulto di essere vivi senza più lo spirito nostro
ritorneremo tranquillamente nel niente da dove siamo venuti
è già tanto che il miracolo della mia esistenza ci sia stato
riuscendo perfino a testimoniarvi tutti

(Luigi Di Ruscio 1930 – 2011)

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