Archivio mensile:maggio 2012

Lampadine

Standard

Tempo fa leggendo Mr Gwyn mi è venuta questa strana curiosità sulle lampadine.  Il fatto è che ci stiamo abituando, senza neanche accorgercene, a non sentir più pronunciare frasi come questa “si è fulminata la lampadina“. Escono dal linguaggio le parole, come le frasi, a volte anche come le persone. Escono per far posto a parole nuove. Pare che in Scozia la parola partner debba sostituire quella di papà, è una proposta credo,  perché la prima offende gli omosessuali o, come notava una mia amica di facebook, in qualche modo svilisce anche il ruolo di padre in seconda. Comunque la premessa era solo un pretesto.

Mi è venuta in mente una cosa che mi disse mia cugina qualche tempo fa: laura, non puoi spegnere e riaccendere l’interruttore sperando di veder dentro apparire le stesse emozioni.  Forse anche io dovrei pensare di fermarmi a un certo punto. Come il ritrattista di Baricco. Dipingere un amore con le parole e poi lasciarlo libero di fulminarsi, senza ansia di abbandono,  come un lampadina predisposta a morire  in un certo tempo.

Napolitano, la storia non si ricorderà di te

Standard

Una volta ho letto che durante la grande depressione americana per attivare l’economia nella logica del pensiero del new deal lo Stato decise di assumere persone per spostare dei sassi da un lato all’altro della strada.

Forse è solo una leggenda. Ma se in questo momento una favola come questa l’avesse raccontata Napolitano, spendendo i soldi dei rimborsi elettorali per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio,  evitandoci questa stupida messa in scena della potenza bellica italiana, forse avrebbe fatto qualcosa per cui sarebbe valsa la pena ricordarlo.