Yes, we can’t

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Non mi faccio molte illusioni sulla politica in rete. Non se le fanno nemmeno più gli americani che, se pure eleggeranno di nuovo Obama, lo faranno con le obbligate disillusioni che abbiamo ascoltato in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Mi auguro piuttosto che se Obama verrà rieletto avrà, come succede sempre ai presidenti americani, maggiore libertà operativa e maggiore autonomia di decisione rispetto alle lobbies, al suo secondo mandato.  La rete, come strumento,  resta il modo migliore per fare campagna elettorale spendendo poco. In Italia, ma solo in Italia, giacché siamo periferia del mondo della comunicazione politica, questo ha reso qualcuno alternativo per il semplice fatto di averne intuito le potenzialità e di non esser diventato ancora mariuolo.

Per il resto la rete per me resta quel posto cazzeggioso dove posso soddisfare in pochi secondi la mia curiosità per sapere, ad esempio, che il vero nome di Dominique Sanda era Dominique Marie-Françoise Renée Varaigne. Per il lavoro, come la politica,  meglio la rete delle conoscenze. Yes, we can’t

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