Io voto Vendola

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Davanti al Verano, in una zona semicentrale della città, vivono come invisibili. La mattina vanno al lavoro. La sera si rintanano in roulotte a custodire la dignità. Usano i bagni del cimitero, l’acqua delle fontanelle, silenziosi. Sperano di non essere riconosciuti. Hanno uno stipendio o una pensione, ma non bastano per pagare una casa. Nessuno li vedrà in questo servizio. Anche se lo loro vite sono sotto gli occhi di tutti (Fonte Repubblica tv).

I poveri che lavorano sono qualcosa che dovrebbe toccare nel profondo la coscienza civile di tutti. Un passo indietro della storia, un tuffo spaventoso nel passato, nell’inciviltà della riduzione in servitù. Io non so chi abbiate deciso di votare, ma questa voragine di diritto nel mondo del lavoro sta raggiungendo proporzioni di una di una gravità tale che risulta impossibile non ragionare attraverso categorie del pensiero novecentesco: esiste la sinistra ed esiste la destra, esisteranno fin quando la forbice della diseguaglianza non cederà il passo a una sproporzione meno macroscopica.

Resisto, resisto alla tentazione qualunquista degli incantatori di popolo, di quelli che sinistra e destra è la stessa cosa. Resisto anche tappandomi il naso per l’odore marcio dei rapporti tra PD e MPS. Lo faccio aiutando Bersani a scegliere con chi stare: sicuramente voterò SEL.

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