Sapiosexual

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Ultimamente ho definito il corpo di una cantante che amo molto, un corpo con una   “espressività limitata”.  A volte mi capita di fare autocritica e di ripensare a quelle espressioni, come questa,  che mi vengono fuori quasi spontaneamente, che formulo in maniera quasi automatica. Per cui se dico di una donna o di un uomo che ha un corpo con una espressività limitata cosa intendo? Che dobbiamo essere belli per forza?E ‘un discorso complesso perché il corpo è spesso il terreno di battaglia della vita emotiva di molti. Lo è stato anche per me.

Per cui definisci espressività limitata di un corpo: un corpo è limitato quando è costretto, chiuso, bloccato o goffo. Un corpo è limitato quando non riesce a fare da conduttore al cervello. Un corpo è limitato quando non è flessibile.

Poi, pensavo, almeno per quanto mi riguarda , ancora adesso, ancora oggi non c’è nulla di più  sexy del cervello quando è sexy.

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  1. E anche la tua a me.
    Esauriti i salamelècchi, posso dire che io, per me, mi sono da tempo annojato del De André? Oltre al fatto che quasi tutti lo scrive De Andrè, per non distinguere un accento tonico da un apriscatole, per troppi anni, da giovane, fui costretto a suonare le di lui cantilene. Dopo che è morto, egli è diventato un santo e martire. Diremo, conclusivamente, che preferisco un torbatino scozzese circa 15yrs old: o il Veloso di Abraçaçaço, anche

  2. Ogni tanto lo ritrovo, a te non capita più? Ieri mi è sembrato quasi un incontro “sesto senso”. E tra i vivi e i morti, a volte sento infinitamente più vivaci e vitali i morti. Il quartiere attorno Via del Campo è qualcosa in evoluzione, ancora povero ma interessante come una piccola rambla barcellonese, come lo sono ancora certi quartieri di porto chissà ancora per quanto

  3. I vicoli di Genova son mica più quelli d’antan: salvo le sfortunate signorine, in servizio permanente effettivo all day long. La notte, essi sono illuminati come fossero il S. Paolo in una semifinale di Coppa delle coppe, tal che non si rischia niente a camminarvi, la mano nella mano, come si fosse 2 innamorati un poco sórdidi del Prévert

  4. Io sono alla Prévert. Maho visto bambini giocare a pallone per la strada come non ne vedo più in questa cartolina stupida sono diventati i vecchi quartieri popolari di Roma, ho visto della gente di nazionalità diversa seduta a bere e chiacchierare che non faceva finta di vendere collanine nei negozi come all’Esquilino. Ti racconto quello che ho visto non quello che pensavo di trovare. p.s. Quanta cura in questi accenti

  5. Prévert uccideva uccellini, e poi scriveva parole melense su facili melodie molto bene armonizzabili: simpatica persona, sul poeta potremo magari discutere.
    L’Esquilino mi piace e anche no. Quand’ero di casa a Roma, bazzicavo Boccèa pour cause de l’amour, piazza Vittorio per ovvî, banalissimi motivi musicali. Poi, grazialcièlo, son diventato vècchio e così

  6. Mi ricordo, sì, mi ricordo di una volta che, davanti alla vècchia stazione di Sanremo, chiusi in una Pandina degna di miglior causa, suonai e cantai Les feuilles mortes a C., che stava per prendere il Tgv diretta a Gare de Lyon. Siccome la vidi quasi commossa, sbagliai a bella posta un articolo determinativo, ella scoppiò a ridere e ci si salutò così. Difatti, qualche mese dopo, mi mollò.
    Gli uccellini di Hitch erano lovebirds, ma mi sbaglio di sicuro

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