Sulla delusione, sul movimento e su quello che mi riguarda sempre meno

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C’è stato un momento, adesso non ricordo bene quale, forse quello in cui ho deciso di mettere al mondo mia figlia, comunque c’è stato un momento in cui mi sono sentita centrale nel progetto di vita non solo mio, ma di questo Paese. Devono essere passati secoli perché non mi ritrovo più in questa realtà e non perché mi ostini a guardare come degli extraterrestri le pecorelle di Grillo,  la cui vita politica è tutta da inventare o da costruire passo dopo passo nella prassi o pratica che dir si voglia, ma per queste nuove generazioni di intellettuali, giornalisti, maîtres à penser, gente come Andrea Scanzi che ieri ha ripetuto per dieci volte il termine “scillipotizzazione” come se si trattasse di un neologismo dantesco, o come Saviano che per la fretta di battere poche paroline rassicuranti per i suoi amichetti su twitter fa una figura di merda di gettata colossale. Non mi riconosco in questo tempo anche per questi nuovi dirigenti della sinistra che, per come la vedo,  valgono anche meno dei loro predecessori. Non mi riconosco nei Renzi e già facevo fatica ad accettare Bersani. Posso solo dire, a questo riguardo,  per certe esperienze vissute e per cose lette già da qualche anno, che forse la classe dirigente di sinistra avrebbe potuto capire meglio e prima questo fenomeno, avrebbe potuto far entrare certe idee in maniera meno fasulla di quanto ha fatto poi. C’erano persone che potevano guidare questo tempo, sono state tenute da parte.

Invece posso dire che riconosco solo il mio avversario.  Con lui mi sento sempre al punto di partenza. Lui sì, sempre uguale a se stesso, nella metamorfosi continua dell’italiano furbetto e rocambolescamente trasformista. Riconosco quell’Italia uguale a stessa, che nonostante tutte le batoste, ha pensato di riuscire a spillare ancora qualche soldo rubando a piene mani dal proprio futuro. Riconosco quella minoranza che ancora vota PdL che per fortuna non siamo noi. Non sono quella parte più complessa della società che penso di rappresentare e non sono quella parte delusa e arrabbiata ma ingenua che si sente rappresentata da Grillo. Forse ho perso la mia centralità, forse non l’ho mai avuta ma credo davvero che oggi la sinistra possa accordarsi solo con il Movimento Cinque Stelle.

Credo che si debba ripartire da qui.

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