Archivio mensile:marzo 2013

Molto, molto dolcemente

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Ecco, un po’ di riposo.  Sofia è partita, io sono quasi arrivata al capolinea della settimana. E adesso mi resta addosso quel piacevole torpore, quel bisogno di coccole, perché come cantava Dalla ( a proposito, ciao Lucio) a modo mio avrei bisogno di carezze anch’io. Di quante sfumature è fatta la personalità di ognuno, anche la mia, è una cosa che mi soprende sempre. Eppure non si può dire che non abbia trascorso del tempo a cercare di decifrarmi. Sono le risorse di cui disponiamo l’elemento più stupefacente della natura umana, almeno dal mio punto vista, risorse che prevedono , a differenza degli animali, come giustamente mi suggeriva un signora in rete, una parte di rischio, un andar per guai che è  bisogno di cambiamento, curiosità, intelletto.  Superato il limite poi si ritrova persino, non si direbbe, l’elemento imprescindibile della dolcezza, quel lento placarsi dei vincitori e anche dei vinti. Per cui,  come sempre, che vi sentiate vincitori o vinti-  ma non agnelli vi auguro-  buon we con pasquetta. Dolce dolce come il mio, vi auguro.

Il leone e l’agnello (in questo caso) giaceranno insieme. Ma l’agnello dormirà ben poco. (Woody Allen)

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Fetish

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Mica è solo una questione di vanità, vi assicuro ragazzi, ieri notte dopo un pomeriggio tuttoperme, dal pedicure, quasi non riuscivo ad addormentarmi. Strofinavo un piede contro l’altro, non li sentivo così morbidi e sensibili da secoli.

Piedi mostrati con vanità

In gita

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Fare il pieno alla macchina mi mette di buon umore. E poi sarà che è quasi Pasqua. Riempio l’autovettura di benzina e mi sembra di poter andare fino a Capo Nord. E poi stamattina mi è tornata in mente la prima vacanza “culturale” con la mia famiglia.  Un ricordo è un soffio di vento, come quello di cui godevo forse quel giorno,  ferma nell’aria di sosta dell’autostrada, a Pasqua, con Antonio e Germana, la mia famiglia, eccoci, come in una fotografia dall’effetto vintage, intenti in un pic nic a pochi passi dalla golf verde pisello di mio padre. Direzione Firenze. Perché allora e solo allora a Pasqua era sempre bel tempo? E poi mio padre poi ci metteva un’energia così sbarazzina e avventurosa in ogni cosa e io mi sentivo sempre al sicuro. Ci provo anche io sai Papà, ma non mi riesce sempre. Firenze, anni ottanta, il mio primo cappellino di paglia, la meraviglia provata a visitare i giardini di Boboli. Chi ci ha rubato quell’incanto di esistenza?