Archivio mensile:maggio 2013

Entropie

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Fate conto che queste parole non le abbia pronuciate il figlio di Franca Rame, che io non amo particolarmente per la sua vocazione da guru, ma fate conto che a dirvelo sia stata la persona più fragile, sia essa donna o uomo, con cui avete avuto un qualche rapporto. Date a queste parole lo stesso senso di adesso, perché a volte, per magia, quello che si dice è persino più importante di chi lo dice.  E nell’incertezza, nella confusione di tutti disperati d’amore che ci capita di incontrare questo messaggio assume ancor più valore, valore per la stessa nostra natura di uomini. Uomini e donne senza un dio apparente. Uomini e donne che devono trovare delle forme di esistenza decenti.

Ora io mi chiedo che idea del sesso abbia uno che è convinto che una donna possa godere ad essere violentata. E mi chiedo che piacere sessuale possano trarre le donne che si accoppiano con questo individuo. E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future. La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni. (…) Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte. Il futuro migliore lo si costruisce casa per casa, migliorando i nostri baci e smettendo di consumare energia elettrica prodotta dal petrolio. E scendendo per strada a distribuire abbracci gratis. La mancanza d’amore si cura aumentando l’amore.

Jacopo Fo (25/02/2008)

Cerco casa

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Se dovessi raccontarvi quante case ho cambiato vi spaventereste. Tiro solo le somme di questo passaggio romano durato quattordici anni: piazza Lotario, via Santini, via de Conciatori, via Codivilla, via Barilatti, via Andrea Doria, via Valeri. Ad alcune sono particolarmente legata e non per il tempo che vi ho trascorso dentro, ma per quella strana cosa che definiamo qualità della vita,  valore assolutamente soggettivo, che si fonda sulla coincidenza di due fattori: interessi e ambiente, collocazione, in altri termini quella cosa che nel cinema chiamano set, parola che mi si addice molto.

Eccomi di nuovo: cerco casa in affitto, di nuovo transitoria,  monolocale o massimo bilocale a Napoli da Mergellina al Centro (ascensione o vico vasto fino a Montedidio)  fino ai Quartieri inclusi.  Datemi una mano.

Verso Napoli

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Torno a Napoli a settembre. Se lo scrivo anche qui finisco per convincermi anche io  che davvero è così. Desidero la mia città più di quanto abbia mai desiderato un uomo, Napoli è la mia scelta, lo è sempre stata, dalla prima volta che ci tornai a 18 anni, quando mio padre, che aveva deciso di andarsene da Roma,  mi chiese di scegliere dove e quale università volessi  frequentare. Davvero non so se sto forzando il mio destino e quello di mia figlia, ma già l’idea di poter scegliere mi fa sentire infinitamente più viva.

laura