Archivio mensile:giugno 2013

Un po’ di sano egoismo

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Sostanzialmente mi rompo il cazzo di fare quello che non voglio fare.

Senza mediazione. Perché poi ci sono delle cose che oibò, riguardano le responsabilità del quotidiano. Ma in merito alla vacanze credo di aver scontato abbastanza, sono stata mamma accudente e giudiziosa, ho fatto le mie spiagge e i miei lettini di merda, i miei parei e i miei abbronzanti. Ma adesso, suvvia, che palle tutto. Che palle lo stabilimento balneare, il caffè schiumato la mattina,  l’ambulante,  la grattachecca,  lo squallidone col tatuaggio e il costume bianco vista pacco, la sabbia, la serata in pizzeria, la bomba a mezzanotte, a mezzanotte voglio dormire mi scoccio di mangiare. Che palle la piscina dove è probito stare in topless, che palle le mogli che mi guardano sempre con l’aria di quelle che temono che gli freghi quei po’po’ di mariti. Che palle la chiacchiera al bar. Che palle il gioielliere marpione che piace tanto a mammà. Che palle persino la Ceres gelata per istupidiarmi e cercare di rincoglionirmi al sole.

Torsalorenzo è brutta. E se dipendesse da me tra un luogo brutto e una mancata vacanza sceglierei la seconda. Vale anche per mia figlia che preferirei vedere di gran lunga in qualche circolo, club, campetto romano.

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