Varie ed eventuali dall’estate

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Bello avere dei lettori a gratis. Senza scrivere nulla. Tipo oggi. Comunque oggi dovevo finire un lavoro. Non è stata una cattiveria.  Poi c’è un caldo  davvero brutale da queste parti. Sì che era iniziata ben fresca la giornata. Comunque sono andata a fare shopping, ne avevo bisogno. Cose di donne, tipo viziarsi un po’. Ho trovato un vestitino usato mica male, dieci euro più la lavanderia, secondo me se avessi avuto il tempo per andar per saldi, avrei potuto permettermene uno nuovo anche più economico. O poi sono entrata in uno di quei negozi di scarpe da leccare le vetrine. Ho provato un paio di sandali bassi in pelle umana e ho detto al commesso che boh, che mi sentivo le gambe gonfie.  In realtà volevo qualcosa da femmina, ma a volte questo è un concetto che riesco a malapena a formulare nella mia testa. Comunque il tipo mi ha cacciato dal negozio in malo modo. Avevo quasi voglia di replicare la scenetta di Pretty Woman tornando in pompa magna, ma a trentatre gradi era già un lusso che fossi riuscita a entrare. Certo che figuracce che mi fanno fare le espadriallas. O poi stasera ho promesso a Sofia il bagno di notte e non posso assolutamente tirarmi indietro, nonostante questo insopportabile mal di testa. Ieri mi ha aspettato al cancello, oggi potrei trovarmela davanti già sulla Pontina. Ahi ragazzi, che fatica l’estate.

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  1. Se non fossi attrattiva come sei, e come sai di essere, ti si potrebbe prendere per un’Anna Maria Ortese de’ nostri giorni. Il contronto con la tua generosa compaesana è, tuttavia, negato dalla tua plateale emergenza corporale.
    Belle letture, in ogni caso: sia Il mare non bagna Napoli, sia questo blog discretissimo.

  2. L’iperbole non è stata ancora inserita fra gli illeciti penali, vulgo reati. Non dubito che questo governicchio di dozzina riuscirà a farlo, naturalmente all’insegna delle larghe intese, grazie accordo fra Polizia, Viminale, Farnesina, Circolo del Whist di Torino et la Papeauté, nella persona del sig. cardinale T. Bertone

  3. Oh sì. Una volta lo frequentava l’amico Boris Biancheri, che ha poi pensato bene di morirsene da un giorno all’altro. Credo ci passi ancora, almeno per un saluto, il vècchio Jas Gawronski. Gigi Melega no, perché oramai si muoverà pochissimo da Roma. Bèi posti, certamènde

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