Archivio mensile:settembre 2013

Paz

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Andrea Pazienza. La mostra di Città di Castello. Andarci sarebbe uno sballo.

Perché poi amiamo tanto Paz, noi che quegli anni non li abbiamo nemmeno vissuti?

Perché è l’inizio della disfatta. Perché nulla ha senso. Perché aveva ragione lui. E lui era migliore di tanti. Perché da allora in poi i giovani appartengono alla categoria dell’insensato. Perché non contano un cazzo. Perché vivere o morire ha un senso solo personale e non politico. Non è cambiato nulla da allora.

paz

 

Ciao Andrea.

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Sette

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Ecco poi sono sempre la solita metereopatica e in questi ultimi giorni mi sento assalita da mailinconie, paure, brutti ricordi, strane emozioni. Sarà pure l’influenza. Devo mettere in conto un mese up e un mese down. O forse la stanchezza. Non quella fisica, non solo, diciamo, forse la conseguenza di un eccesso di concentrazione.

Ho paura. Sofia sta crescendo. Sofia sta crescendo che fra un po’ conoscerà le difficoltà, perché non tutto riesce semplice crescendo, le delusioni, la fragilità, il dolore, allargherà il suo universo in modo tale da capire la differenza tra la sua vita e quella degli altri, inizierà a guardare me e suo padre in modo diverso. E le mie parole, quando le cercherà, saranno spesso quelle inutilmente consolatorie delle mamme. Passerò in secondo piano.   E’ una responsabilità enorme essere genitori.  Fino a un certo punto la nostra vita sembra coincidere col costruire le fondamenta e spostare i primi mattoni. Lo facciamo automaticamente, senza nemmeno capire bene il perché ma poi, a un certo punto, guardiamo i nostri figli e stiamo lì a domandarci se siamo riusciti a renderli sufficientemente solidi per affrontare l’esterno, la vita fuori dal nucleo protetto delle prime relazioni. Sono stata brava? Potevo fare meglio?

Così. Mi è capitato di riflettere su queste cose all’indomani del suo compleanno. Dei sette anni di Sofia.

villa