Archivio mensile:ottobre 2013

Non buttiamoci giù

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Un po’, anzi parecchio, che non ho voglia di fare il soldato. Un po’ anzi parecchio che ho l’anima del disertore. Insomma io questo finesettimana me ne scapperai in qualunque parte del mondo terrestre o subacqueo per non mettermi di nuovo a lavorare al trasloco di mia madre. E invece è appena mercoledì e già sento il giogo sopra il collo.

“Ero nervosa perchè sapevo che avremmo conosciuto Matty, e io, hai capito, non sono brava con i disabili. Non c’è niente di personale, e non credo di essere una disabilofoba, perché so che hanno diritto a una educazione, e ai bus senza barriere e così via; è solo che mi rivoltano un pochino lo stomaco. E’ tutto quel dover far finta che sono uguali a te quando in realtà non lo sono, giusto? Non sto parlando dei “disabili” intesi come persone che, per esempio, hanno una gamba sola. Quelli lì sono a posto. Parlo di quelli che sono un attimo fuori e gridano e fanno smorfie strane.  Come si fa a dire che sono come me?Okay, anche io grido e faccio cose strane, però quando le sto facendo lo so. O almeno, quasi sempre. Invece con loro non si può prevedere, esatto? Sono un casino mega”.

Ieri ero incantata da questa piccola catarsi. La perfidia protestante degli anglosassoni. Beati loro. Si può dire che non ho tantissima voglia di tornare a guardare mio padre vegetare. Si può dire, io almeno  credo di potermelo permettere- considerando come ho passato gli ultimi anni della mia vita guardandolo e preoccupandomene. Ok, è un’altra storia. Ma detto fra noi questi due mesi (con un’interruzione di una decina di giorni in cui li ho avuti ospiti da me- non sono mica una bastarda!) sono stati una bella vacanza dalla disabilità di mio padre.

cit. N.Hornby

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Fammi tutto quello che vuoi

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Massì, arriverà il giorno in cui riuscirò a regalarmi qualche ora in un hamam. Nel frattempo mi accontento di questi piaceri, come la pulizia e il massaggio al viso oggi. Vi ho già detto che se fossi uomo non avrei dubbi su quale amante scegliermi? Con una massaggiatrice/estetista farei la pace con il mondo intero, avete presente il paradiso in terra? Ecco, una roba del genere. E come accade che qualcuno possa desiderare me – che non toccherei mai un punto nero manco di mia figlia- non lo me lo sono mai saputa spiegare.

La verità è che mi sarei concettualmente arresa all’evidenza che le coccole si pagano. Senza arrivare al meretricio, ritengo che farsi curare il corpo da un’ esistetista sia, per chi può permetterselo, uno dei piaceri più delicati della vita. Che le coccole di cibo van bene ma non sono consigliabili e il sesso, beh, il sesso è qualcosa di infinitamente più complesso e meno coccoloso, almeno per me. Però quando sono nelle mani di una signora o una ragazza che praticano i massaggi penso sempre che sia una cosa divina saper fare e ricevere quelle cure. Lo penso in maniera talmente intensa che penso mi si legga in faccia.

Famme chello che vuo’ indifferentemente

Devo proprio sembrare una roba del genere, in questi casi.

La merenda (diario napoletano)

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“Mamma, mi prendi di nuovo la pizzetta, anzi due”

“Sì figurati Sofia, ma come mai? Tanto che ti piacciono le pizzette stile moccia?”

“Sì e poi quando l’ho tirata fuori i miei compagni di classe hanno iniziato Madonna Sofia, Marò, Sofì mammamia

Dopo queste parole sono morta, credetemi, morta proprio dalle risate. Adesso voi non so se lo sapete ma a Napoli si fanno delle pizzette rosse tonde con il pomodoro e la mozzarella che sono la specialità di un noto bar e forno del centro, appunto “Moccia”. A Sofia. che non mangia mai nulla a colazione, ogni tanto cerco di ingolosirla con qualcosa di nuovo. Le pizzette del forno di piazzetta Ascensione sono tipo quelle di questo bar.  E stanno funzionando sul suo appetito. Poi però, non per questo, ma per questa scenetta a scuola, che non avrei mai immaginato. Oddio cosa avrei fatto per essere lì ad ascoltare quei bambini.