Domenica pomeriggio

Standard

BeFunky_20131020_153424.jpg

E poi mi sono domandata e perché mai la morte non dovrei fotografarla? Cosa c’è di diverso nella morte? Quale scandalo rappresenta per tutti noi?

Ti svegli una mattina di domenica, ti affacci alla finestra, intuisci dal movimento di gente e dalla gestualità sempre uguale e quasi codificata da un rito ultrasecolare,  che si tratta di condoglianze, sobrie condoglianze, perché parliamoci chiaramente, uno dei vantaggi di vivere in un quartiere borghese, almeno qui a Napoli, è che in casi come questo non arrivano urla o strepiti immondi. La morte, quella degli anziani almeno, qui è vissuta con silenziosa dignità e con educata rassegnazione e con più o meno ipocrite espressioni di dolore.  E allora tutto ti appare quasi naturale, come un momento scontato dell’esistenza, delle esistenze  in una città. Il tuo  sguardo per un po’ si concentra sui protagonisti, come il signore anziano che ha alzato le spalle come per significare ce lo aspettavamo da un momento all’altro, e intanto inizi a  pensare alla giornata, allla carne che hai tirato fuori dal freezer la sera prima e che stai per cucinare, la doccia, il risveglio di tua figlia, lo struscio domenicale e poi il pranzo. La mattina è passata. Nel pomeriggio  lo sguardo si nasconde dietro la tenda e osserva il feretro e, quasi di nascosto, per rispetto, la  silenziosa fila che accompagna il corpo fuori dal palazzo.

Cosa c’è, mi domando, cosa c’è di così osceno nella morte? Perché non raccontarla quasi mai?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...