Stefano

Standard

Di Stefano ricordo tutto, come fosse appena finita l’estate e ci fossimo appena salutati. Io con Stefano non scambiavo due parole da quando avevamo dodici anni, credo. Anzi io 12 e lui 11, che era un pochino più piccolo di me.  E non fatemi fare altri conti che poi mi deprimo. Però come fai a dimenticarti di una persona con cui hai trascorso il tuo tempo più spensierato? Tra la piscina e il parco giochi e la sera a sentire il padre cantare (il padre di Stefano resta per me il più grande divulgatore di musica napoletana, perché quando sei piccola e nessun altro si prende la briga di fartela ascoltare anche il capo animatore e organizzatore di un villaggio può diventare un tuo punto di riferimento culturale). Ricordo tutto di Stefano che era un bambino molto bellino. Cosa facevamo, di cosa parlavamo, a cosa giocavamo. Ricordo giornate infinitamente lunghe e sospese, perché il tempo dei bambini è un tempo lunghissimo d’estate. Ricordo quanto siano stronzi i tempi della preadolescenza e come sia profondamente ingiusto crescere molto prima dei maschi. Ricordo che a un certo punto il nostro idillio platonico mi andava stretto, ricordo che si diventa donne presto, a volte davvero troppo presto, come è successo a me.

Ricordo tutto, certo, però non sono io ad aver cercato Stefano. Mi ha cercato lui. Com’è che si ricordano di noi solo quelli che un po’ hanno sofferto? Perché non sono stata sempre e solo così stronza nella vita. A pensarci bene, ne valeva la pena.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...