Varie ed eventuali dal mondo di Sofia

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Per cui, qualcuno l’avrà letto nei miei status,  negli ultimi giorni mi sono ritrovata madre potenziale di due amichetti , del fratello di Sofia-  Giuseppe- e di un paio di gemelli che, sempre secondo mia figlia, dovrei mettere in cantiere. Questo anche grazie al fatto, che a quanto pare, riscuoto un certo successo anche tra i bambini e compagni di classe che mi trovano “simpaticissima”. Immagino poi, ci sia quella componente che forse non capirei se non fossi stata una figlia unica pure io, una figlia unica circondata di compagnia, di quella che non ti basta mai e che ti spinge a desiderare, e a un certo punto, che la tua famiglia possa allargarsi quanto il lettone pieno di peluches o di bambole con cui ti capita di addormenti. Non è facile essere contemporaneamente socievoli e soli. Non lo è alla mia età, ancora, figuriamoci a quella di mia figlia. E poi ci sono le gelosie. Mia figlia non ama vedere uomini che mi ronzano intorno, e tollera poco anche le mie amicizie se per troppo tempo si sente arronzata. Per cui vedermi sempre solo mamma le tornerebbe utile. A tal proposito sarebbe utile che le spiegassi che la nascita eventuale di nuovi fratellini presupporrebbe una perdita di attenzioni per lei . Ma è un discorso sterile, perché non ho nessuna intenzione di fare altri figli, per cui preferisco abituarla all’idea e punto.  Però, in tutto questo,  qualcosa la sto imparando. Sofia cresce e c’è bisogno di iniziare a creare le fondamenta di un dialogo. Un dialogo che spero si possa non interrompere nell’adolescenza, un dialogo che sia confronto tra personalità distinte, che a me è capitata la fortuna di crescere  una bambina intelligente, con una personalità spiccata, non poco critica.

Ci pensavo proprio in questi giorni di cronache morbose sulle ragazze squillo (a proposito a 15 anni ero  già  donna, voglio dirlo subito, per me era così e sarebbe andata molto meglio se anche mia madre l’avesse capito prima, lo voglio sottolineare qui anche contro l’opinione diffusa che vorrebbe delle quindicenni bambine. Il problema vero- a mio avviso almeno-  riguarda l’anaffettività nella vita sessuale,  che ritengo sia sintomo di  disturbi sociopatici e dunque la prostituzione con annesso sfruttamento).

Dialogo, dicevo, senza dare un peso eccessivo alla parola. Dialogo come cazzeggio, come perdita di tempo, come racconto. Dialogo come desiderio di stare insieme e di somigliarsi un po’.  Ho deciso di non comprare la tv. Adesso non voglio dire che se vi impallate davanti alla tivvu siete i papponi delle vostre figlie. Però, per quello che mi riguarda, ho deciso di vivere in un altro modo.

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