Mia madre è più giOvane di me

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No, Laura, per carità, io il Cappotto l’avevo letto, oddio non per intuizione, ma c’ è stato un periodo della mia vita in cui gli scrittori russi erano di gran moda. E sì Gogol’ anche. Ma oggi, mi chiedo, che senso ha mettere in scena uno spettacolo simile?Ok, è un tempo difficile anche questo. Non dico che bisogna essere superficiali ma forse essere contemporanei è importante. Non solo nei contenuti ma anche nella forma. E la forma è l’intrattenimento.

Mia madre recensisce Il Cappotto di di Vittorio Franceschi, liberamente ispirato all’omonimo racconto di Gogol’, regia di Alessandro D’Alatri. Io, invece, molto più modestamente,  ho pensato soltanto ah finalmente degli attori non affetti da trombonite artistica, gente che non ostenta la recitazione, che sa lavorare in sottrazione. Bravo, molto bravo Franceschi. Ho voglia di rivedere il film di Lattuada.

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