Chi non ha un mondo suo si diverte a rimpiangere il tramonto di un mondo altrui

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E poi ti chiedi in cosa consiste la rabbia di oggi, se, per esempio, sia la stessa di quella rappresentata da John Osborne, perché io la rabbia ribellistica dei giovani sbandati l’ho vista da vicino, io, con un arrabbiato e deluso, un rivoluzionario senza rivoluzione, ci ho vissuto insieme molti anni fa. Conosco la dolcezza, la fragilità e la violenza verbale e non solo di chi pensava di non avere possibilità già a trent’anni. Conosco l’inferno dei paradisi sentimentali dei border. E adesso che sono più grande mi chiedo se esista un fil rouge esistenziale tra quelli del tempo di Look back in anger, in scena al teatro Bellini in questi giorni, di quello che ho sperimentato io e quello dei ragazzi di oggi, quelli che temo si stiano facendo irretire dai linguaggi delle destre esasperate.

Chi non ha un mondo suo si diverte a rimpiangere il tramonto di un mondo altrui. 

Facciamo tutti molta attenzione.

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