Archivio mensile:marzo 2014

Dicotomie primaverili (diario napoletano)

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Che quella storia di essere assuefatti alla bellezza è vera e falsa, contemporaneamente, per noi napoletani. L’ho scoperto in questi giorni, che davvero la primavera è qualcosa che ci riguarda dentro, fin dentro ai nostri sorrisi, ai piedi, o nei capelli che svolazzano al sole mentre camminiamo, corriamo  o pattiniamo. O sottopelle, nelle ossa, che finalmente inziano a scaricare tutta l’umidità accumulata d’inverno in questa città di porto così speciale. La bellezza è riscoperta della città, di noi donne, è femminilità però non solo delle femmine ma anche delle chiese, delle piazze e degli scorci di panorama. Provate a vedere se trovate un punto panoramico, belvedere, non occupato da qualche coppietta o qualche coglione in posa selfie in questi giorni. Se vi dovessi dire, per esempio, quanto ho trovato splendido oggi Largo Donnaregina, con il suo Museo Diocesano. Ci sono finita dentro quasi per caso, mi succede spesso così, e mi sono ritrovata nella chiesa ad ascoltare le prove di un Laboratorio di tableaux vivants caraveggeschi.  Non erano ancora travestiti per la messinscena,  perciò erano ancora più belli, più essenziali, borrominiani, tanto per usare un aggettivo coerentemente barocco. Ecco, dicevo, questa bellezza qui non lascia indifferenti, è qualcosa che rinasce dentro di noi, nello sguardo prima che nelle cose, è festa, come la gioia dei tifosi che stamattina, impossibile sfuggire a quel senso di rivincita illusoria che solo il calcio sa dare ( le cui ragioni non capirò mai). Ma la bellezza è pure assuefazione, o tradimento perché altrimenti non si spiega perché, davvero non si spiega, perché scegliamo di vivere tutti gettati in un presente così indefferente ai nostri bisogni, così fatalista, perché accettiamo questa contaminazione continua, questa spinta verso la morte, verso la “fogna” come suggeriva Enzo Moscato  l’altra sera.

Mi confonde Napoli. E’ una dicotomia di abulica strafottenza al brutto e una epifania continua di bellezza.

Lo sguardo include

 

Confut-azione

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– Meglio idraulici che puttane: 40 euro per 10 minuti di prestazione senza ingoio

– Fare sport fa male ma che bello, che bello, che bello. Tipo che mi è venuta questa smania di pattinare e per ora le conseguenze dell’amore sono dolore alle cosce e fame inaudita

– Non si può vincere sempre: sel calcio frega una minchia ma che bello sentirmi raccontare stamattina al bar che la Juve ha perso

– Porca miseria che odio svegliarsi prima del sole