Archivio mensile:aprile 2014

Lentamente

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Essere delusi dalle relazioni significa non esercitare pressione, ma osservare e aspettare il momento in cui qualcuno inciampi. Ci ho pensato in questi giorni. Significa stare sulla famosa riva del fiume ad osservare il tuo nemico, solo che il nemico non è l’altro, ma una parte di te. Sono diventata passiva aggressiva. Intollerante.Non è colpa mia. Sono imprevedible e imperscrutabile perché oscillo tra una seduttività a cui non so rinunciare e una incapacità assoluta di intrattenere rapporti socialmente formali.
Lo so. Ci vuole tanta grazia e per quel che mi riguarda imparare a vivere lentamente, come se ci fosse davvero un domani.

La regina è nuda

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Regina-Nuda

Mamma, mi hanno detto che ho rischiato la bronchite. Che non dovevo fare il bagno

Loro rischiavano la bronchite. Tu no. Tu sei una creatura del mare. Come la regina Sofia, la regina di Napoli. Ma lo sai che  abbiamo avuto una regina femminista e libera? Si chiamava appunto come te, veniva dalla Baviera ma amava questa città. La amava al punto che faceva il bagno a mare , proprio come te, e all’epoca era proibito dal protocollo.  Era la sorella di Sissi, ma meno famosa e aveva un marito che era proprio un fessacchiotto. Ma lei era bellissima. Talmente in gamba poi che la corte dei preti a Roma, dopo che i Borboni furono sconfitti a Gaeta (nonostante che la stessa regina fosse scesa a combattere), la iniziarono a prendere in giro mostrando delle foto fasulle, come questa, per dimostrare che fosse una donna poco seria.

Impara da lei  Sofia, fai sempre come ti ho spiegato l’altro giorno. Sentiti libera. Segui solo quello che ti dice il tuo corpo.

Il complice della mia irrequietezza

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Facciamo che questo post è il post scriptum del precedente.  Che se non fosse per questa cosa qui, se non avessi questo, oggi non sarei così serena e non riuscirei a parlare di me in maniera così semplice e aperta. Facciamo che quando l’incoscienza dentro il basso ventre si dirada, e la voglia di sperimentarsi nelle conquiste o nelle relazioni complesse si controlla, viene fuori che hai perso un sacco di tempo a cazzo (mai espressione fu così centrata), tempo che potevi investire meglio, in maniera più  filosofica.  A me, vedete, serve il mare. Come se il mare fosse diventato parte di me.  Quel mare che mi domando come ho fatto a stare lontano da qui, per tanto tempo. Come ho fatto a non vederlo mentre lo vedevo.

“Mamma, senti, ho pensato che potremmo spostare la nostra casetta sul mare“. Mi spiego,  il mare non è un paese per vecchi. E’ qualcosa a cui apparteniamo da bambini e poi dimentichiamo. E a volte ritroviamo. A volte, se siamo intelligenti.