Archivio mensile:maggio 2014

Il culto dei morti (diario napoletano)

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-Al funerale di mio nonno erano otto

– Uanema, otto cavalli

– Sì otto, meglio otto che sei

-Bello, però ehe

-Sì, bell’assaje

 

Incredibile osservare come  il popolo napoletano conservi intatto il rispetto per le tradizioni della morte. Anche se la parte borghese della città ha eliminato questo folklore è impossibile non riconoscere a noi stessi che esiste una coerenza interna tra l’immaginario funebre della nostra storia (i teschi, le reliquie, il sangue) e questa sorta di spettacolo del macabro che sono questi cortei funebri in città.

Questa città non comune non è Italia, non è Europa Occidentale, questa città non comune è Sud del mondo.

 

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce

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E poi ci sono i giorni in cui è necessario lasciarsi andare.  La vita in sè,  come sentimento, altrimenti non ha tanto senso. La vita è come un vaso che è necessario riempire di esperienze, di piaceri, di musiche, di bellezza e di sapori. E non sempre puoi rimandare a domani. A volte devi fottertene di tutto e goderne.

Così. E’ l’estate che inizia a scorrere nel sangue. Sono io nel mio ancora.  Ieri, mica nulla di trascendentale, ma sono andata a mangiarmi la pizza a via de Mille. Come si può fare, sarò passata un milione di volte per quella strada, pensando, beh, prima o poi ci andrò a provare la pizza di Mattozzi. Ecco, così, ieri l’ho fatto. E, riflettendo, mi son detta ma che cretina ad aver aspettato tanto. Davvero un’ottima pizza.

Domani parto per Positano, che come dice Lucilla, la mia migliore amica,  sono due anni che devi venire sulla mia terrazza. Beh, a Pasqua ci sarei pure andata, ma poi non è stato possibile. Comunque, in generale, il momento è questo. Colmare il vaso di vita. Ne ho bisogno.

Le vacanze scolastiche in Italia

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Vorrei capire quando cavolo si metterà mano sulle vacanze estive dei bambini italiani. Come è possibile che ancora oggi siano concepiti tre mesi tre di ferie. Credo sia davvero una cosa incivile sia dal punto di vista formativo/didattico che dal punto di vista organizzativo e sociale. E’ un tempo di vacanza anacronistico, se non per gli insegnanti, giacché sono anni che la maggior parte degli italiani non fa più vacanze così lunghe.

Ma qualcuno può spiegare a quelli del Ministero dell’Istruzione cosa vuol dire per una donna che lavora dover organizzare la vita dei propri figli per tre mesi senza poter contare su nessun supporto o assistenza di tipo scolastico? Vogliamo quantomeno inziare ragionare sul non oltrepassare le 9 settimane?

E’ un tema importante per molti oppure no? Dobbiamo sempre e solo parlare di massimi sistemi o possiamo discutere di cose che riguardano l’organizzazione della vita quotidiana delle persone?