La segreta poesia dell’espediente (diario napoletano)

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E sono nel bar di piazza Nazionale, ho appena appoggiato la carta da cinque euro sulla cassa per il caffè. Una signora che mi precede,  dalla voce roca ma dall’aria perbene, guarda il cassiere e gli chiede il resto.

-Signora, ma le cinque euro le appena messe la signora qui vicino a Lei.

-No, ragazzo mio, avrà fatto confusione, io avevo tirato fuori cinque euro per pagarla.

-Vabbè signò, lasciamo stare.

Mi fermo nella piazza, perdo tempo a fotografare i ragazzi e poi entro dal tabaccaio. Stessa signora, stessa scena. Napoli è anche questo. Mi torna in mente la telefonata del mio ex,  stamattina, quella che puntualmente arriva un giorno prima del we in cui toccherebbe a lui tenersi nostra figlia.

Pronto, Laura, sono Massimo ma cosa fate tu e Sofia questa settimana? Perché la prossima avevo pensato di prenderla io. Sai sabato lavoro.

(Sofia la figlia, Massimo il padre)

 

 

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