Archivio mensile:giugno 2014

L’antinapoletana

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Non si conosce ancora la dinamica dell’omicidio ma Ciro è già eroe popolare. Eroe di un popolo non di una cittadinanza. Perché una cittadinanza ragiona, riflette e non usa la pancia solo per piangere o per urlare la sua rabbia. Mi spiace ma questa farsa di Ciro Esposito, per quanto mi riguarda, è una cosa ignobile. L’idea che ancora una volta si debba parlare di due città ci indebolisce e non ci fortifica anche rispetto al razzismo o alle ingiuste offese.

Sovraesporre poi una tragedia familiare è una di quelle operazioni del giornalismo spazzatura di cui davvero non ha più bisogno nessuno. Ho scritto in uno status di fb  c’è una scena in Gomorra in cui in una piazza di spaccio viene danneggiata una statua della Madonna. I residenti si lamentano molto e la moglie del boss organizza una cerimonia religiosa per il ricollocamento di una nuova Madonna più grande e più bella per la piazza. Riflettete, nessuno oggi vi dirà che morire per il calcio è un assurdo, nessuno farà niente per cambiare il panorama (inteso come retorica e clima) della follia delle tifoserie, nessuno.  Mi auguro ci sia qualcuno pronto a coglierne la provocazione. Per quanto sono abituata a pensare al contrario o a sedere, come scriveva qualcuno, dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. 

Al saggio

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Facciamo che sono una persona malinconica, particolarmente vocata alle riflessioni sulla caducità della vita, della bellezza e tante altre cose che cadono e non solo caducano. Facciamo che da quando sono tornata a Napoli ogni momento libero è un ricordo, una scelta, un’esperienza che voglio vivere. Facciamo che ieri al saggio di chitarra di Sofia c’eravamo io e lei, e poi Lucilla e una zia. E io e lei eravamo scemissimamente fiere della nostra Sofia.

Mimma

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Insomma la nonna paterna di mia figlia se n’è andata. E’ andata nel mare, come aveva chiesto ai figli. Da un anno, quasi, era diventata una mia vicina di casa. Un donna perbene, come piace dire a mia madre. Una donna sola come avevo imparato a conoscerla io.  Sola in una solitudine agognata, dopo una vita anche deludente, una signora che aveva scelto di restare per conto suo, fino all’ultimo giorno della sua vita. E’ morta nel suo letto e a me piace pensare che abbia chiuso gli occhi guardando quel mare in cui il suo corpo agile e ancora acerbo  ha sempre amato giocare.

 

Ho chiesto a mia figlia di preservare i suoi ricordi. Perché sono preziosi e c’è la possibilità che alla sua età finisca per dimenticarli. Io ne ho uno su tutti di Mimma. La ricordo a Scario, il paese di mare in cui entrambe villeggiavamo, forse il primo o il secondo anno in cui vivevo con suo figlio, su una spiaggia mentre si prendeva in braccio, tra le onde, suo nipote Alessandro. Ricordo che pensai che è un’età stupenda quella in cui smetti di esser femmina e ritorni a essere bambina insieme ai tuoi nipoti.

 

Ciao Nonna Mimma.