Le farfalle napoletane

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Qualche giorno fa ho visto uno spettacolo tratto da un romanzo cult della cultura napoletana contemporanea, un testo degli anni ’70 di Giuseppe Patroni Griffi,  “Scende giù  per Toledo”  , la storia di un femminello napoletano. Rosa di Napoli, Rosalinda Sprint, una storia che ha dato origine a una sensibilità di genere che Arturo Cirillo, interprete e regista, ben conosce, perché con quella si è formata da ragazzo, nei teatri di avanguardia della città.

Sterile il dibattito sull’attualità del testo. Napoli stratifica. non cancella. Vecchio e nuovo convivono,  come in ogni creatura umana vivente. Bonito Oliva aveva raccontato i travestiti di New York di Andy Warhol paragonandoli ai nostri femminielli e a questo romanzo. Beh, a conti fatti, Rosalinda Sprint è più contemporanea di loro. Le nostre geishe esistono ancora, anche se magari spendono più in chirurgia plastica che in sartoria. Mores e tempora, le tette in silicone hanno preso il posto dei paltò con i colli alla Maria Stuarda.

Rispondo al telefono e tra le tante battute un amico mi racconta che un noto transessuale napoletano sta male. Penso a Rosalinda, al suo bisogno di amore, alla sua emarginazione. Durano sempre troppo poco queste donne-farfalle.

 

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