Archivio mensile:luglio 2014

La disperata vitalità (diario napoletano)

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Per cui quasi partos. Quest’estate è così insolita eppure vitale, di una disperatà vitalità, e l’allusione a Pasolini spero non vi sfugga. Torno a Procida con mamma, Sofia e Ester, la donna che ha raccolto negli occhi e nei suoi ricordi gli ultimi momenti di vita di mio padre. Non dico la morte, perché a quello ho deciso di non pensarci. Troppa morte c’era già nella sua malattia. Può capitare che entri nella tua vita una persona a cui resterai legata per sempre da un debito, o un ricordo. Io a Ester,  questa amica che ha raccolto gli ultimi sospiri dolorosi di mio padre.

Non vi racconto questo episodio per rattristrarvi. Non ho per nulla voglia di stare male. Sono compulsivamente attratta dalla vita in questi giorni, ne ho una fame gigantesca. E ho bisogno del mare e di quest’isola che amo, del sole, delle mie avventure.

 

 

Vi saluto.

Ci ritroviamo ad agosto.  A Napoli. Quando la mia città sarà finalmente nuda, spero.

Qualcosa di rosso

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Sto qui.  La scrittura è qualcosa di inevitabile, per gente come noi.

Non la chiamo neanche più horror vacui, perché tutto quello che è accaduto in questo periodo è l’antitesi di una fuga, sia pure una fuga immaginaria in uno spazio virtuale. Sono anni che mi chiedo se questo diario sia un bene o un male, se sia servito a raccontarmi meglio, a stare meglio con gli altri o ad allontanarmi dalla realtà, dalle forme e dalle regole di riservatezza del vivere sociale.

Alla fine conta ciò che conta. Le amicizie vere, gli affetti, le cose che si toccano, la stima che alcuni ripongono in noi, la nostra stessa capacità seduttiva.  Al diavolo il resto. A me è rimasta questa capacità di scavare dentro me, alla radice,  in quello che spero sia comune a tutte le esplorazioni in profondità.

Diario: sto vivendo intensamente, come succede al Sud, d’estate. Che le sere sono troppo calde o vive, o entrambe, come in questo luglio bislacco, per restare a casa. Di giorno lavoro e di sera inseguo gli acquiloni. Non è la peggiore delle esistenze possibili. A me piace.

Femina vagante. Capirete presto.