La disperata vitalità (diario napoletano)

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Per cui quasi partos. Quest’estate è così insolita eppure vitale, di una disperatà vitalità, e l’allusione a Pasolini spero non vi sfugga. Torno a Procida con mamma, Sofia e Ester, la donna che ha raccolto negli occhi e nei suoi ricordi gli ultimi momenti di vita di mio padre. Non dico la morte, perché a quello ho deciso di non pensarci. Troppa morte c’era già nella sua malattia. Può capitare che entri nella tua vita una persona a cui resterai legata per sempre da un debito, o un ricordo. Io a Ester,  questa amica che ha raccolto gli ultimi sospiri dolorosi di mio padre.

Non vi racconto questo episodio per rattristrarvi. Non ho per nulla voglia di stare male. Sono compulsivamente attratta dalla vita in questi giorni, ne ho una fame gigantesca. E ho bisogno del mare e di quest’isola che amo, del sole, delle mie avventure.

 

 

Vi saluto.

Ci ritroviamo ad agosto.  A Napoli. Quando la mia città sarà finalmente nuda, spero.

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