Archivio mensile:agosto 2014

Miele

Standard

latte

 

“Le mie esigenze erano elementari. Non badavo granché a tematiche o felicità di stile, e saltavo le descrizioni minute di tempo atmosferico, paesaggi e interni. Volevo personaggi in cui potessi credere, e volevo provare curiosità per ciò che avrebbero vissuto. In genere prediligevo quando la gente si innamorava e disamorava, ma nemmeno disdegnavo che si cimentasse con altro. Per quanto triviale, mi piaceva che prima della fine qualcuno dicesse sposami. I romanzi senza personaggi femminili erano un deserto privo di vita”.

Finito il romanzo di McEwan che consiglio a tutte le languide lettrici come la sottoscritta inizio ad impegnarmi in un progetto rubrica, chissà, qualcosa che mi rimetta in forma con le letture.  Non molto da raccontare, ho la pelle in simbiosi con la città, ormai e sento che Napoli si sta già di nuovo riempendo. Sta succedendo tutto in modo naturale, senza apparenti traumi alla viabilità complessiva, anche alla mia viabilità mentale . Ma dura poco questa residua armonia, già lo so.

In contropiede partirò per evitare i coatti del rientro, coatti in senso buono, si intende.

Presto, non subito.Ho qualcosa da fare.

Buon rientro a tutti voi. 

Annunci

Impressioni di settembre

Standard

Patti-Smith

Decisamente il prossimo mese mi spaventa. Andrò a smaltire l’ansia a Scario, in Cilento, qualche giorno, come in quelle estati che non finivano mai, quelle in cui per non partire ci si riduceva a mangiare pane con i fichi raccolti sugli alberi. 

A Scario e nei comuni limitrofi si tiene, nei giorni dell’equinozio, un festival  musicale, Equinozio d’Autunno davvero speciale per me, un modo per salutare mio padre, nell’unica maniera possibile, senza messe e senza preti.  Vicino a quel mare a cui ho cercato di ripensare dedicandogli quella che per me è una delle più belle canzoni di Gino Paoli, Sassi, sassi come sono appunto le pietre consumate dal mare che legheranno per sempre me al ricordo di papà. Lì a Scario, nel posto che più di ogni altro  ha amato profondamente. Lì nel  Basso Cilento.  

Poi inizia la maratona del trasloco. Annessi e connessi. Si riprende fiato ad ottobre. Prevista già per la fine dei lavori una festa in stile Charleston per gli otto anni di Sofia. Una villa liberty per un sogno di ragazza. 

Note a margine sullo Sponz Fest dell’Alta Irpinia

Standard

vinicoDa procidana d’adozione quale mi considero, mi sono detta, in questi giorni, pensa se uno Scotto o Scotti che sia, fosse stato un musicista famoso, sai che Festival ci sarebbe a Procida. Solo per dire che in questa Campania meravigliosa che partendo dal mare si estende fino a una terra bellissima e lontana,  a me fino a qualche giorno fa sconosciuta, l’Irpinia, il più delle politiche di sviluppo turistico del territorio, è lasciato all’interesse e all’amore individuale, familiare e familista, tribale e clanistico,  ancestralmente fortissimo, delle società primitive.

Se non ci fosse Vinicio Capossela, immagino, pochi di noi avrebbero conosciuto Calitri e quella parte collinare dell’Irpinia che nulla ha da invidiare all’Umbria o alla più sofisticata Toscana.  Non l’avremmo conosciuta e difficilmente ci saremmo arrivati, perché come vuole poeticamente raccontare  il tema-denuncia, che è filo conduttore di questo Sponz Fest, kermesse culturale, artistica e in un certo senso sinistrosamente politica prima che musicale,l’abbandono di una tratta ferroviaria, l’Avellino-Rocchetta(dismessa nel 2010),  è stato un danno di respiro e speranza per gli abitanti della zona.

In questi giorni molti giornali vi racconteranno ospiti e programmi, e non è questo lo spazio adatto per farlo, emozioni e impressioni, io ho solo alcune note a margine da raccontare: la prima riguarda un margine di distacco tra quello che è lo Sponz e le iniziative promozionali del territorio. Ci è parso strano osservare come durante il festival avvenissero eventi sconnessi e sovrapposti al festival che si distribuiva in vari paesi della zona. Secondo, vorrei capire perché le anime belle della sinistra che si riempiono di belle parole, di buoni amici e di grandi artisti e intellettuali, di operai militanti della ferrovia  italiana (ricordate vero la protesta della Torre? Quelle persone che rimasero mesi a protestare per la soppressione della linea notturna che legava il Nord al Sud del paese), compreso l’etereo e vinifico Vinicio, e non pagano i ragazzi del lavorano nel territorio? Com’è che se parlo con qualche ragazzo dell’organizzazione  scopro che sono lì tutti a gratis? 

p.s. Calitri somiglia a Bussana Vecchia, un piccolo borgo fantasma vicino Sanremo, solo sta messa molto meglio. Questo per dire. Non sempre il Sud è messo peggio del Nord