Note a margine sullo Sponz Fest dell’Alta Irpinia

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vinicoDa procidana d’adozione quale mi considero, mi sono detta, in questi giorni, pensa se uno Scotto o Scotti che sia, fosse stato un musicista famoso, sai che Festival ci sarebbe a Procida. Solo per dire che in questa Campania meravigliosa che partendo dal mare si estende fino a una terra bellissima e lontana,  a me fino a qualche giorno fa sconosciuta, l’Irpinia, il più delle politiche di sviluppo turistico del territorio, è lasciato all’interesse e all’amore individuale, familiare e familista, tribale e clanistico,  ancestralmente fortissimo, delle società primitive.

Se non ci fosse Vinicio Capossela, immagino, pochi di noi avrebbero conosciuto Calitri e quella parte collinare dell’Irpinia che nulla ha da invidiare all’Umbria o alla più sofisticata Toscana.  Non l’avremmo conosciuta e difficilmente ci saremmo arrivati, perché come vuole poeticamente raccontare  il tema-denuncia, che è filo conduttore di questo Sponz Fest, kermesse culturale, artistica e in un certo senso sinistrosamente politica prima che musicale,l’abbandono di una tratta ferroviaria, l’Avellino-Rocchetta(dismessa nel 2010),  è stato un danno di respiro e speranza per gli abitanti della zona.

In questi giorni molti giornali vi racconteranno ospiti e programmi, e non è questo lo spazio adatto per farlo, emozioni e impressioni, io ho solo alcune note a margine da raccontare: la prima riguarda un margine di distacco tra quello che è lo Sponz e le iniziative promozionali del territorio. Ci è parso strano osservare come durante il festival avvenissero eventi sconnessi e sovrapposti al festival che si distribuiva in vari paesi della zona. Secondo, vorrei capire perché le anime belle della sinistra che si riempiono di belle parole, di buoni amici e di grandi artisti e intellettuali, di operai militanti della ferrovia  italiana (ricordate vero la protesta della Torre? Quelle persone che rimasero mesi a protestare per la soppressione della linea notturna che legava il Nord al Sud del paese), compreso l’etereo e vinifico Vinicio, e non pagano i ragazzi del lavorano nel territorio? Com’è che se parlo con qualche ragazzo dell’organizzazione  scopro che sono lì tutti a gratis? 

p.s. Calitri somiglia a Bussana Vecchia, un piccolo borgo fantasma vicino Sanremo, solo sta messa molto meglio. Questo per dire. Non sempre il Sud è messo peggio del Nord

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