Spes contra Spem

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Questa cosa qui credo di non averla mai raccontata a Massimo. C’è questa casa al mare, che è stata la casa delle vacanze della famiglia del mio ex-marito, che ho sempre amato moltissimo.

E’ una casa molto grande, una casa di paese, con un portoncino privato, da cui si accede da una lunga scala, uno di quegli appartamenti dai palazzi in pietra simile a tanti altri nei borghi e nei paesi antichi.

L’ho sempre amata perché non mi sembrava una casa di vacanza. Io odio le case fatte per i villeggianti, odio anche le villette e le ville,  e tutte le ostentate ricchezze degli italiani e tante altre volgarità. E poi questa casa ha un salotto con un affaccio che è come è questo. Difficile spiegarlo ma dalla prima volta che sono entrata in questa casa ho pensato a spes contra spem di Guttuso, che in realtà è un quadro complicatisso, ma che offre un margine di apertura immaginativa gigantesca proprio grazie a quell’imponente nudo di donna e quell’orizzonte di mare.

Forse nei prossimi giorni tornerò con mia figlia in quella casa. Forse per l’ultima volta.

Mi fa dolore che Sofia debba perdere questa casa che credo si venderà, o passerà in eredità a un’altra famiglia. Non ho mai dato un valore economico alle cose belle e mai lo darò, mi spiace però debba perdere qualcosa di così prezioso come questo ricordo di sua madre.

p.s. In questi giorni non ho tempo: fuori dalle palle stupidini e stupidine, please, mi avete già preso troppo.

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