Mamma

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E poi a volte mi fermo a pensare a mia madre, bellissima ancora come la vedete,  nel suo modo maldestro di restare se stessa in un mondo che non capisce più. Ma che diritto ho- a volte mi chiedo- di torglierle le sue illusioni?  Ora che non ha più mio padre, neanche la sua malattia,  ora che ha perso il suo ruolo “naturale” di donna, ossia moglie, madre e padrona di casa. Germana come una roccia di credenze, di valori, di gusti, di abitudini da piccola borghese solida in cui non mi sono mai riconosciuta ma a cui mi sono appoggiata sempre, oltre il tempo necessario. Germana e la sua determinazione.

Odi et amo, sono insofferente quando soffro per te, soffro per te quando sono insofferente,  quando ti vedo barcollare sui miei castelli di sabbia, sulla mia imprevedibilità.

Restistiamo vicine al modo antico e al modo di adesso. Continuiamo a litigare fino all’ultimo giorno della tua vita o della mia. Anche solo per allenamento, mamma,

Sola non ti lascerò mai.

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