Il cimitero in riva al mare

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Era mio padre che mi raccontava sempre di quel cimitero di conchiglie, in Martinica, credo, che gli era piaciuto tantissimo. Io, invece, i cimiteri li ho sempre odiati tutti, anche quelli in riva al mare, quasi, come quello di Scario, il paese di mare in cui sono cresciuta d’estate. 

Odiavo i cimiteri perché da bambina ero una cagasotto. Avevo visto Zombie e quasi ogni notte sognavo che i morti venivano dal cimitero fino alla mia casa, al mio letto, per aggredirmi. E poi quello di Scario, così vicino al Torre Oliva, l’albergo con lo sporting club in cui mia madre mi rinchiudeva ogni estate. Tipo che i miei amici organizzavano persino delle incursioni e io tremavo. Lo facevano di proposito per farsi stringere addosso dalle ragazze. Solo che io allora ero davvero troppo piccola e sentivo solo la paura.

Adesso mi piacerebbe passare di lì e fermarmi. Mi piacerebbe ci fosse anche il corpo di mio padre sepolto lì. Perché la morte nei piccoli cimiteri diventa qualcosa di meno incomprensibile. Vorrei passare lì e dire a tutti: non mi fate più paura, sono diventata grande.

In partenza.

Buon we 

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