Austerità, severità e molta serendipità

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Ora poi che ci avviamo in un autunno caldo di quelli che vogliamo la botte piena e il marito ubriaco, insomma cose alla greca, per intenderci, che la Grecia ci ha solo preceduti in questo baratro economico, in cui per mano “democratica” ci sta conducendo il rampante Matteo a me viene in mente la severità di mia madre, non mamma come è oggi, con tutta la sua irrazionale fragilità e durezza, ma di mia mamma quando ero piccola, la mamma severa insomma, quella che era sempre colpa mia e mai dei professori, quella delle mazzate, quella del me ne strafotto della tua dislessia se non prendi un voto decente niente figurine.

Quando penso al mio Sud dionisiaco, un Sud in cui riconosco antropologicamente tutti i miei tratti caratterizzanti, mi torna in mente appunto la severità di mia mamma, che non aveva poi così torto e a cui debbo molto della mia autonomia di oggi, perché alla fine sono diventata una donna forte e indipendente, anche se non la donna che lei avrebbe voluto che fossi.

Ho visto soldi buttati dalla finestra in questa città totalmente priva di austerità, sperperi su sperperi e mancanza di strutture logistiche, sociali, sanitarie  e infrastrutturali fondamentali. Ora se l’austerità potesse essere paragonata alla severità direi che forse costringerci a un po’ di austerità davvero non ci farebbe male. Perché al di là di tutte le macrostronzate economiche che ci propinano è davvero ora di iniziare a pensare all’economia dello Stato, come ai conti reali con cui una famiglia pianifica la sua esistenza. L’austerità forse ci renderebbe autonomi come la severità di Germana, la mamma,  ha reso libera me.

Non so se rendo il concetto. Ultimo punto: la serendipità. Con un certo qual fatalismo di esperienza credo alla fortuna degli incontri, alla loro casualità. Lo credo personalmente e lo credo politicamente (in senso alto). Credo che il mio Sud debba diventare curioso della sua stessa creatività, delle sue potenzialità e debba imparare ad investire su se stesso. E’ anche una questione di fortuna e di vitalità il futuro di un popolo o di una terra.

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