Archivio mensile:novembre 2014

Conversazione iniziata Giovedì

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-Buon giorno Laura

-buondì

– Ma sei napoletana?

– credo di sì

– Ahahaha. E come mai non andavi al delle Palme da tutto questo tempo

– sono naporomana, ho visssuto gli ultimi 14 anni a Roma

– Ahhhhh…Ma ora sei a Roma o sei rientrata a Napule?

– sono tornata a Napoli da un anno, il delle Palme non era in cima alla lista dei posti da vedere-

-Ahahahahahahahha. Va beh allora ma allora abbiamo molto in comune. Dovremmo vederci e parlarneTrovare due persone che condividono un ammirazione. Fetish per il delle Palme e’ troppo raro

– quando vuoi, 10 punti per l’argomento proposto

– Mah sai, ci sarebbe tanto da dire: dall’utilizzo alternativo delle poltroncine della fila 27, alle dinamiche contorsioniste di origine zen, per mantenere chissà la pirata del bagno. Insomma il luogo merita

– alt, mi stai rovinando la sorpresa. Poi di cosa parliamo?

– Volevo conoscerti da tempo poi tra un viaggio e l’altro, mai avuto tempo e costanza. Dunque insomma se ci conoscessimo. Sarebbe cosa buona e giusta.

– Dove vivi che zona di Napule?

– via Crispi, non lontano dalla moschea delle palme

– Va beh caffettino all Amedeus. Magari domattina
– presto, non subito, Prossima settimana ti va? Stasera sono con mia figlia e questo we migro

– Ti trasferisci?

– No,  da un uomo. Ho un uomo, credo, ehe

– Ahahahahahahahha, va beh, ma mica sei fedele?Dai che volgarità. Va beh, ma ogni tanto uno strappetto alle regole si può anche fare suvvia

– anche no, ma davvero mi fa piacere conoscerti. Ci sarà qualcosa di bello nel conoscere le persone o no? Mica è obbligatorio il percorso, cioè per me non lo è stato per un sacco di tempo, vedo un pragmatismo senile

-Chi se ne frega. Chi vivrà vedrà

– dai sono simpatica. pensaci, senza impegno. Un saluto

 

 

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Cosa succede in città

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Succede che esco la sera. Cioè non solo la sera. E’ che non mi capitava di uscire di casa da parecchio. Come Noodles di “C’era una volta in America”, forse sono andata a letto presto troppo spesso. Questo ho fatto in tutti questi anni. Adesso qualcuno mi chiede persino cosa facciamo a Capodanno? Ora, al di là che io Capodanno non lo sopporto e non lo sopporterò mai, sono contenta di aver sentito questa domanda.

Quindi lavoro come sempre, ma esco e leggo e scrivo (l’ultima intervista a Iaia Forte la trovate qui) , ma questo lo sapete, vado a teatro, a cinema e a mare. Sì, ancora vado a mare. Succede nella mia città.  E ho una figlia ribelle. Inizia già a delinearsi un profilo di personalità difficile da gestire. Ieri, per la prima volta, non sono uscita da un colloquio scolastico col sorriso in faccia. Sofia è distratta e non fa quello che dovrebbe. Nulla di trascendentale, ma un campanello d’allarme. Se fossi una mamma paranoica potrei lasciarmi dilaniare dai sensi di colpa. Ma non provo nulla di tutto questo. C’è stato un trasloco e c’è una convivenza con mia mamma vedova ancora non facile da gestire. La ribellione di Sofia è dovuta anche a questa perdità di centralità. Ci sono i terremoti e poi le scosse di assestamento. Questo è assestamento. Ho una bimba intelligente e sono una madre troppo cazzuta per lasciarmi spaventare da una nanetta un po’ distratta.

Poi c’è il passato. Un passato che vorrei lasciarmi alle spalle, se non vi spiace. Non so perché le persone si accaniscono su cose che non hanno più senso. Nessuno. Esiste solo un modo per portarsi dentro il proprio passato, è volersi bene. Qualcosa mi dice che nessuna di queste persone sia abbastanza matura per voler bene non dico a me, ma neanche a se stessa.

Questo è quanto. Un’altra pagina di diario è stata scritta.

A margine sulla sentenza Eternit

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Perdonate l’ingenuità, in realtà mi ero svegliata in ben altra atmosfera, in un’alba mozzafiato ascoltando solo la musica del mare. Il migliore dei mondi possibili, direbbero molti. Sospensione. Piacere. Contemplazione. E invece il tempo di accendere la tv e l’attenzione cade immediatamente sulla notizia del giorno. In un attimo sono lì:  in quelle storie, con quei morti, con quelle famiglie.  Ma come è possibile dimenticare la vicenda dell’Eternit? Come?

Assistere alla storia con l’arrendevolezza della bestia più stupida mi risulta impossibile. Contro natura. Questo sì contro-natura. Il mondo si ferma. Anche la bellezza, per un attimo, smette di dare sollievo. E raccolgo le idee, quelle che sono il frutto della mia esperienza con la giustizia. Ricordo le persone che hanno studiato legge, negli anni dell’università, quelle a me più vicine. Alcune di queste sono magistrati. E mi chiedo come in punta di diritto, come cavolo hanno fatto quei giudici di Cassazione a non trovare il sistema, il cavillo, la strategia per confermare una sentenza che ha un valore morale così alto per la giustizia degli uomini. Come hanno fatto e come faranno a dormire la notte, senza essere perseguitati dalle ombre shakespeariane della mostruosità? Ma soprattutto a voi giudici di Cassazione mi viene da chiedere vi ricordate ancora del come e del perché avete scelto e deciso di praticare questa professione? Avete ben presente il peso oggettivo che ha la giustizia nell’equilibrio democratico e umano di un Paese, ancora, per fortuna, laico? Che valore ha per voi la vita di un uomo? Che senso ha la nostra antica civiltà?

Sono impietrita. E’ un attimo. Chiedo scusa. A volte davvero ho bisogno di parlare di queste cose. Ho bisogno di capire se le persone in questo secolo sono destinate a contare ancora qualcosa oppure no.