Archivio mensile:dicembre 2014

L’anno che verrà perché, come dice Amlo, se non hai nulla da scrivere sui social, c’è sempre un “Ciao, Lucio”da pubblicare

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Nel 2014 mi sono ambientata a Napoli, è morto mio padre, ho trovato una persona che mi ha fatto riscoprire che a Napoli e a Pozzuoli i bagni si fanno anche d’inverno, ho cambiato casa e ho deciso di tagliare i ponti con persone che di me non se ne fottevano niente, anzi che sottosotto mi disprezzavano subdolamente.

E’ stato un anno complesso. Amoroso, doloroso e preoccupato. Preoccupato per i problemi economici che hanno un riverbero sulle vite personali, di tutti, anche la mia, che portano ansia, paura e diffidenza. Che se si riuscissero a incanalare nei binari giusti forse sarebbero anche una risorsa politica virtuosa ma siccome finiscono per inquinare la natura stessa di tutti i rapporti, diventano come una sorta di malattia sociale, una ripiegata sfiducia che induce, nella migliore delle ipotesi, a un protettivo isolamento.

Caro amico ti scrivo, i sacchi sono ancora alla finestra, l’anno che sta arrivando sarà duro anche più di questo, ma tra un anno passerà. Io mi sto preparando al 2015, è questa la novità.

Analisi del 2014

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 21.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 8 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Autunno

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Insomma, mi manca l’Autunno e poi col commissario Ricciardi per un po’ io e lui ci salutiamo. Alla fine la sua Napoli mi è entrata talmente sottopelle che non riesco a guardarmi intorno senza pensare alle sue passeggiate, mani in tasca, senza cappello per via Toledo, quasi fossi io, quasi fosse ancora quella la mia città.

In mezzo ci ho messo Nora Ephron, la prova provata che in un altro posto, in un altro continente, diciamo,  una donna come me avrebbe avuto successo sentimentale e professionale, avrebbe avuto successo ma come me, superati i quaranta, avrebbe avuto il terrore di scoprirsi fatua e vanitosa e spaventata dall’invecchiamento.

Per il resto ho ricominciato a usare il pc, ho iniziato a tenere i capelli ondulati e ho preso in prestito un vestito supersexy di gay mattiolo (credo si scriva così, non fatemi andare su google a cercarlo che mi annoio) perché quest’anno rispetto la tradizione di Capodanno. Dopo sei anni. No, non quella del brindisi.

Per ora vi saluto. Sono tornata sul blog come se non fosse quasi più la mia stanza, ma una cameretta delle vacanze. Che vuol dire che le priorità sono cambiate, che non è vero che siamo sempre le stesse, che, soprattutto, a fare e pensare le stesse cose ci si annoia. Che è cosa sana e legittima.

A presto.

In sintesi:  auguri miei affezionati lettori.

natale 2014