L’anno che verrà perché, come dice Amlo, se non hai nulla da scrivere sui social, c’è sempre un “Ciao, Lucio”da pubblicare

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Nel 2014 mi sono ambientata a Napoli, è morto mio padre, ho trovato una persona che mi ha fatto riscoprire che a Napoli e a Pozzuoli i bagni si fanno anche d’inverno, ho cambiato casa e ho deciso di tagliare i ponti con persone che di me non se ne fottevano niente, anzi che sottosotto mi disprezzavano subdolamente.

E’ stato un anno complesso. Amoroso, doloroso e preoccupato. Preoccupato per i problemi economici che hanno un riverbero sulle vite personali, di tutti, anche la mia, che portano ansia, paura e diffidenza. Che se si riuscissero a incanalare nei binari giusti forse sarebbero anche una risorsa politica virtuosa ma siccome finiscono per inquinare la natura stessa di tutti i rapporti, diventano come una sorta di malattia sociale, una ripiegata sfiducia che induce, nella migliore delle ipotesi, a un protettivo isolamento.

Caro amico ti scrivo, i sacchi sono ancora alla finestra, l’anno che sta arrivando sarà duro anche più di questo, ma tra un anno passerà. Io mi sto preparando al 2015, è questa la novità.

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