Archivio mensile:gennaio 2015

Io non sto con Erri

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erri

Ieratico, silenzioso, carismatico. Bello di sale e di mare, che porta dentro, da napoletano schivo, mare che traccia i contorni del viso, le espressioni e le rughe. Algido e altero. Uomo di impervie scalate e di albe scarne, di notti fredde e silenziose.  Dalla scrittura tenue e lirica, una scrittura compiaciuta, che ama il suono e l’intensità del verso, cercando il filo conduttore del racconto fino alla radice del significato e del senso di ogni parola. Un modo asciutto di essere, di diventare modello di una solitudine antica, sana, quasi religiosa.

Questo, in sintesi, è Erri De Luca come personaggio e scrittore. Vicario di una religione laica, di una crisitianità senza Dio.

E l’uomo? Nessuno dovrebbe conoscere l’uomo che è dietro l’artista. L’impegno è già parte del racconto. L’uomo conserva, anche nella migliore delle ipotesi una vanità che fa ombra, una malinconia di coerenza, un egocentrismo che il successo rende ancora più stupido.

Ha detto in questi giorni Erri De Luca, che se subirà una condanna diventerà martire di questa generazione confusa di sovversivi, ha detto le mie parole hanno un senso, il diritto alle opinioni è sancito dalla Costituizione, dall’articolo 21, come e in quale contesto verranno usate non è un mio problema. Stanotte mi è venuto in mente di rileggere uno dei primi libri che ho letto sul terrorismo brigatista, il vecchio libro di Franceschini “Io, Mara e Renato”. Ne sono stati scritti tanti di libri su quegli anni, ma non so perché quello conserva un’integrale ingenuità e purezza. Ai ragazzi, quelli più esposti alle parole di un vecchio malinconico, consiglio di leggerlo. Sabotare è una parola pericolosa. Molto pericolosa nella storia di questa giovane democrazia.

Piccole donne

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-Hai amiche?

– No, le donne sono competitive

-Amici uomini?

-No

(The good wife, terza stagione)

sofia

– Ciao, scusa, mi passeresti Sofia? Oppure se ti fa più comodo mi rivolgo direttamente a te

– Dimmi pure cara, Sofia è a letto, problemi?

-Ok, vorrei il numero di Antonio.

-Chi?

– Antonio, sai, dovevamo costruire una scacchiera. Antonio è un omino

– Sarà. Ma Sofia e Antonio non si sono mai sentiti, non credo di avere il suo numero e nemmeno mia figlia credo che lo abbia.

-A vabbè.

(Whats app, ieri alle dieci)

Laura, scusa, ma ieri sera mia figlia mi ha sequestrato il telefono. E’ tremenda, sembra un angioletto. Ormai mi sfugge.

In sintesi una compagna di scuola di Sofia si appropria del telefono della mamma per far rosicare mia figlia, parlandogli del suo ex-fidanzato.

Vi prego no, tutti, ma non Il Mortadella

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Detto questo, passiamo a noi.

Illogica allegria di una ragazza nel mezzo del cammino di questo freddo inverno. C’è quel nonsense che si addice al mio mood di questi giorni Cosa hai imparato dalle esperienze vissute? Cosa.  Tipo che non si lascia un uomo in inverno, che poi fa freddo e nel letto in due si sta meglio che da soli. Il bue e l’asinello puzzano e poi finisce come la storia dei sassi, avete presente Matera dove infatti ci fanno il presepe vivente, che arriva qualcuno che ti dice che è da incivile dormire ancora con gli animali e ti sfratta da casa per poi rivalutare la tua abitazione dieci volte il valore che pensavi avesse.

Che poi animali siamo pure noi. Più animali che uomini. Quando leggiamo che qualcuno pensa ancora che a violenza si risponde con violenza, mazze contro mazze, e lo scrive sui social e passa pure per intellettuale. Questo è quanto. Passiamo alle cose belle: non ho l’influenza e mia figlia non credo abbia i vermi, anche se le hanno chiusa scuola per una settimana per una presunta epidemia. Io poi credo che si sia trattato di un’epidemia di settimane bianche delle maestre.

Ultima cosa: ho voglia di ballare.