Felix qui potuit rerum cognoscere causas

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Mentre la flaccida discussione intellettuale si concentra ad anni alterni sulla necessità del greco e il latino, sulla contemporaneità dei licei classici, come se non si sapesse che il classico in Italia è sempre stato ad appannaggio dei figli dei borghesi o dei figli dei proletari con aspirazioni piccolo-broghesi, i dati sull’abbandono scolastico ci raccontano che, ormai, il nichilismo delle famiglie (perché l’istruzione è sicuramente una scelta formativa familiare) è tale che un ragazzo su tre, ormai, finisce per non terminare più nemmeno il liceo. I ragazzi senza cultura sono e saranno carne da macello. Su questo non ho nessun dubbio.

Sono anni che seguo con attenzione le cronache di Radio Padana dalla pagina facebook di Daniele Sensi. Trovo che sia la miglior cartina di tornasole per raccontarci cosa pensa la “gente”, quella gente degrata da anni da cittadino a pubblico televisivo, su molte delle tematiche sociali e politiche di cui si discute in questi anni. E’ uno specchio deforme e repellente in cui, però, non vedo solo quelle persone, ma noi che ci sentiamo sempre i migliori, noi che sappiamo solo utilizzare il sarcasmo o il disprezzo.

In questi ultimi anni in cui ho scelto di tornare qui a Napoli i fenomeni di razzismo, di teppismo, di fascismo sono aumentati vertiginosamente. La cosa vista da qui assume, evidentemente, anche una forma di presa di distanza “meridionalista”. Mi fa tristezza anche questa cosa. Senza soldi, senza formazione, senza Nord spiegatemi che cazzo facciamo. Non dimenticherò mai una tribuna politica tra Prodi e Berlusconi, in cui al secondo sfuggì questa cosa che solo ai figli dei professionisti o dei ricchi fosse naturale concedere il diritto allo studio, uno studio tra i migliori, competitivo quanto basta per stare al passo con un mondo globalizzato.

L’ipocrisia pseudo-democratica italiana a cui tanto fece sdegno questo discorso è la stessa che oggi silenziosamente digerisce questi dati, lasciandosi sedurre dalla ripetuta litania sul latino e il greco.

Felix qui potuit rerum cognoscere causas

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