Archivio mensile:febbraio 2015

Il crowdfunding di Searching Elena

Standard

http://www.produzionidalbasso.com/projects/7373/widget

Mettiamola così: sono talmente cinica che penso che se avessi fatto un crowdfunding per le tette nuove,  avrei mosso a compassione molti più lettori. Ma siccome delle tette me ne frega poco per ora, almeno, ho deciso di puntare su Elena, perché mi annoio a leggere esibizioni muscolari degli altri, quelli che davvvero con la Ferrante hanno poco a che fare. E poi in questo tempo asfissiante di opinioni credo che cercare,  fare domande, girare, sia più divertente di formulare risposte a cazzo.

Per cui ho deciso mostrare le tette in altro modo. E’ una scommessa che sono lieta di perdere, vi avviso. Perché per realizzare questo documentario dovrei sfidare la mia ritrosia, timidezza, incompatibilità con il lavoro giornalistico. Cinquanta euro per vedermi portare a termine qualcosa che non è una monumentale pippa al pc è divertentente, se ci pensate.

Cinquanta Euro.

 

 

Annunci

Note a margine sulla scrittura

Standard

Così, riflettevo come una persona di un evo passato, forse come tanti, in segreto. Sono un’anima pre-digitale. Quando devo scrivere di una cosa a cui tengo, butto via la tastiera, i pc, il telefonino. Ho bisogno della carta e della penna. Solo di questo. Questo prima di tutto. Necessario quasi quanto spogliarmi per fare all’amore.  Per fare l’amore come si fa quando il desiderio è lento e profondo.

Lunedì

Standard

E’ l’una e qualcosa e incontro Marco, un mio amico, dall’arabo a piazza Bellini. Di corsa, chiedendo informazioni per questo progetto che vai a capire se arriverà mai a un traguardo.  Marco è dolce, camminiamo e parliamo, quasi ininterrottamente da quasi vent’anni, ormai. A volte quando vivevo a Roma e capitavo a Napoli e ci incontravamo mi sentivo quasi come non avessi mai lasciato la città. A lui piace di me, credo, il ricordo di una fanciulla confusa e alquanto alternativa. Lo incuriosisce ancora quella Laura lì, lo so. A me di lui piace questo instancabile chiacchierare, camminare, correre parlando di ragazze e di libri. Lui insegna all’Università. E’ un ragazzo di cinquantaquattro anni. Diventerà molto vecchio, immagino, un giorno, senza essere mai diventato adulto. Comunque tempo di scambiare qualche informazione e scappo via. Mi viene fame, mi sono accorta di non aver mangiato nulla. Decido di passare per Forcella. A prendere una pizza fritta al volo, in una delle migliore pizzerie della città. Bang Bang. La strada è chiusa. II sangue a terra. Davanti al bar di fronte alla scuola che ha scelto il nome di Annalisa Durante. Il nome di Annalisa Durante è lì, come uno schiaffo alla vita reale di Forcella, che è la stessa identica di quando lei è stata uccisa. In fondo, anche io, oggi forse sono viva per caso, potevo passare di lì prima e beccarmi qualche pallottola destinata a gambizzare il padre di Genny La Carogna. Genny la Carogna, sì, quello di cui avete sentito parlare qualche mese fa, per i fatti legati alla tifoseria del Napoli e della morte di quel ragazzo a Roma, Ciro Esposito. Il padre del mediatore Genny la Carogna è stato gambizzato per una storia di controllo del territorio. Torno in ufficio. Poi a casa. Poi stasera esco: vado a cenare carne a Vico Lungo Gelso. Chissà cosa mi succede. Cazzo, è solo un lunedì.