Crowdfunding: 59 giorni di tempo

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Searching Elena. Fermarsi due giorni e riflettere. Fa parte del gioco. Innanzi tutto vi debbo una spiegazione: molti di voi non sanno nemmeno cosa sia il crowdfunding. Non credo di avervi aiutato a capirlo.

Inizialmente non lo sapevo nemmeno io. Non mi piaceva. Il crowdfounding è una forma di produzione che prevede un mecenatismo collettivo.

Ora,  dando per scontato che è sempre più difficile trovare finanziamenti per un progetto culturale, creativo o documentaristico,  il crowfounding sopperisce alla mancanza di capitali, cercando di eliminare uno degli anelli tradizionali della fruizione artistica: è un po’ come una forma di comunitaria di produzione. Una cosa che ti emancipa da eventuali supppliche, leccate di culo, asservimenti, “conoscenze”. Per cui il crowdfunding stabilisce un rapporto singolare tra creatore e fruitore che per il fruitore significa entrare in rapporto con l’artista, il giornalista, il regista, insomma direttamente, creando un rapporto di fiducia reciproca senza condizionamenti esterni.

Credo di essere stata molto superficiale nell’affrontare questo punto, me ne dispiace. Per quanto possibile rimedierò. Non solo nella generica attribuzione di ringraziamenti. Spero di riuscirci, molto dipende dal vostro interesse: sto pensando di sviluppare una forma di collaborazione creativa con i finanziatori del mio progetto, almeno quelli che ne hanno il desiderio, trovando un modo attivo per farli entrare nel mio documentario.

E adesso tocco un punto che per me è molto importante. Ho scelto di fare questa cosa perché ho bisogno di fare qualcosa per me e per altre donne. Credo che #searchingelena sia un documentario al femminile, al di là del fatto che potremmo scoprire di avere un uomo, magari peloso, dietro lo pseudonimo o nome della scrittrice. E’ un documentario al femminile perché ritengo che nessuno scrittore italiano contemporaneo abbia scandagliato così bene i nodi conflittuali della modernità come la Ferrante. Perché penso che andare a cercare Elena, sia  come aprire un baule pieno di cose che ci riguardano tutte: la formazione, l’dentità, il rapporto con la famiglia di origine, l’emancipazione, l’amicizia tra donne, la maternità, l’individualismo, la scamborsità e la violenza femminile, la fame d’amore e l’autonomia.

#Searchingelena è anche aspettando Elena,  un bilancio delle nostre stesse contraddizioni all’interno di un percorso incompiuto di emancipazione. Io posso raccontarlo solo se mi aiutate, anche attraverso delle vostre testimonianze.

A presto.

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